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L’Ance vuole ricostruire il Paese: “Un piano per l’Italia”

La proposta dei costruttori, i cinque punti per il rilancio infrastrutturale

di Maria Graziosi -


Serve un piano per l’Italia. Anzi, per ricostruirla. Serve, però, una strategia perché il caro materiali già si fa sentire. La visione dei costruttori dell’Ance, che ieri hanno tenuto una conferenza a Roma, è chiara. E la illustra Federica Brancaccio, presidente dell’associazione: “Non possiamo più intervenire a catastrofe avvenuta, non solo perché costa di più ma anche perché il costo della perdita di territorio, di abitazioni, di memoria dei luoghi è un costo non stimabile. L’Italia è un Paese fragile perché è giovane, ci vuole un grande piano strutturale”.

L’Ance e il piano per l’Italia

Cinque punti: un nuovo Pnrr, almeno il modello che va assolutamente replicato. Monitoraggio dei dati e digitalizzazione. Al servizio di un’idea nuova di città e territorio con un occhio all’adattamento. Poi una governance chiara e centralizzata che parta dalla presidenza del consiglio dei ministri e scenda giù fino ai Presidenti delle Regioni in vesti di commissari straordinari. Last but not least, risorse nazionali ed europee con esclusione dal Patto di Stabilità Interno delle spese, per investimenti in adattamento ai cambiamenti climatici e in prevenzione dei rischi naturali.

“Intervenire sul territorio è eliminare l’abusivismo”

I costruttori hanno le idee chiare e vogliono essere protagonisti di una nuova stagione di “cura” del territorio e del Paese. “Storicamente, nella percezione, noi siamo quelli che costruiscono e cementificano ma da anni il nostro settore è cambiato ed è fortemente collegato alle tecnologie ambientali, alla cura del territorio”, ha rivendicato Brancaccio. “Intervenire sul territorio, sul dissesto e sulla fragilità del paese significa fare indagini, vasche di laminazione, alvei significa eliminare l’abusivismo che negli anni ha rovinato il paese e ha creato danni all’ambiente”. Insomma, sanare oggi quello che è stato fatto male in passato. Serve un nuovo piano per l’Italia. Un grande piano.

Il Pnrr agli sgoccioli

Anche perché il Pnrr è quasi agli sgoccioli. Ancora pochi mesi e poi tutto sarà finito. Per il sistema Paese, però, c’è ancora tanto da fare. Da rimettere in sicurezza. “Prevenire è l’unica soluzione realmente efficace ed economicamente sostenibile: ogni euro investito in prevenzione riduce i costi futuri di riparazione”, ha affermato Marco Lombardi, Ceo di Proger, società incaricata delle attività di sorveglianza della rete di Autostrade per l’Italia. Per farlo occorre investire. E ci vuole una visione. Precisa e puntuale, indirizzata a sanare i problemi. Occorre una strategia reale. Anzi, un piano: per ricostruire (e curare) l’Italia.


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