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Torino

L’esperienza amministrativa di Torino all’Urban 20 di New York 

di Redazione -


Torino ha partecipato nelle scorse ore a New York all’Urban 20 Mayors Summit 2026, il vertice che riunisce sindaci e rappresentanti delle principali città dei Paesi del G20 per portare il punto di vista dei governi urbani nel dibattito internazionale. A rappresentare il capoluogo piemontese è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha incontrato il primo cittadino della Grande Mela Zohran Mamdani.

Il confronto, promosso nell’ambito dell’Urban 20 da C40 Cities e United Cities and Local Governments (UCLG) e quest’anno co-presieduto da New York e Los Angeles, ha coinvolto rappresentanti di oltre trenta città. Al centro dei lavori alcuni dei temi che interessano maggiormente le grandi aree urbane: casa, cambiamento climatico, resilienza, migrazioni, mobilità delle persone e politiche di inclusione.

Tra le città rappresentate, oltre a Torino, Amsterdam, Barcellona, Boston, Chicago, Copenaghen, Denver, Helsinki, Jakarta, Los Angeles, Città del Messico, Milano, Montréal, Parigi, Roma, Rotterdam e Santiago. L’appuntamento newyorkese si è svolto in concomitanza con gli eventi legati all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Lo Russo è intervenuto nella sessione “Migration, Belonging & the Future of Cities”, dedicata al ruolo delle amministrazioni locali nella gestione dei flussi migratori e nei percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, i sindaci di Denver, Freetown e Milano, Mike Johnston, Yvonne Aki-Sawyerr e Giuseppe Sala, oltre a rappresentanti di New York e Chicago e alla direttrice esecutiva del Mayors Migration Council, Vittoria Zanuso.

Il sindaco ha presentato in particolare l’esperienza torinese dei corridoi lavorativi, con l’obiettivo di collegare accoglienza, formazione professionale, inserimento nel mondo del lavoro e autonomia delle persone.

“Essere stati invitati a portare l’esperienza di Torino in un confronto tra alcune delle principali città del mondo – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – è un riconoscimento del lavoro costruito in questi anni dal nostro territorio insieme a istituzioni, imprese, organizzazioni sociali e partner internazionali. Il tema delle migrazioni è una delle grandi questioni del nostro tempo e richiede serietà, capacità di governo e pragmatismo. Torino ha una lunga storia di accoglienza e integrazione e ha sempre saputo adattare i propri strumenti ai cambiamenti sociali. Oggi questo significa anche costruire percorsi legali, programmati e trasparenti, capaci di tenere insieme dignità delle persone, competenze, lavoro e sviluppo. Una migrazione ben governata può diventare un’opportunità di crescita per le persone e per i territori. Per questo il valore dell’accoglienza resta centrale e deve tradursi in strumenti efficaci: formazione, lavoro, casa, servizi e autonomia. È su questo terreno concreto che si costruisce una migrazione positiva, capace di produrre valore e coesione, ed è questa anche la risposta più solida a chi descrive la migrazione soltanto attraverso la paura, il conflitto o la minaccia”.

Torino è inoltre tra le città sostenute dal Global Cities Fund for Migrants and Refugees del Mayors Migration Council. Attraverso il progetto “Labour Pathways: from projects to process”, l’amministrazione sta sperimentando un modello che mette in relazione le necessità professionali delle imprese con percorsi regolari di mobilità lavorativa destinati a persone rifugiate.

L’iniziativa coinvolge UNHCR, Pathways International, Talent Beyond Boundaries, Diaconia Valdese e Unione Industriali di Torino e punta a rendere strutturali esperienze finora sviluppate attraverso singoli progetti, accompagnando le persone anche nelle fasi successive all’arrivo, dall’inserimento lavorativo alla ricerca della casa e all’accesso ai servizi.

“La presenza di Torino a New York – conclude Lo Russo – serve a portare nel confronto internazionale un’esperienza concreta e a riportare a Torino relazioni, strumenti e opportunità. In una fase segnata da grandi tensioni, crediamo sia importante dimostrare che le città possono affrontare fenomeni complessi senza slogan, aggiornando le politiche e gli strumenti alla realtà che cambia, mantenendo saldi i principi di legalità, inclusione e rispetto della dignità delle persone”.

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