GRAVI INDIZI DI REATO – Lindsay Clancy, la madre che ha ucciso i suoi tre figli: “Una voce mi ha detto di farlo”
Il 24 gennaio 2023 a Duxbury, in Massachusetts, si è consumata una tragedia familiare che ha sconvolto gli Stati Uniti. Lindsay Clancy, infermiera specializzata in ostetricia, ha ucciso i suoi tre figli: Cora, di 5 anni, Dawson, di 3, e Callan, di appena 8 mesi. Subito dopo ha tentato di togliersi la vita gettandosi da una finestra della sua abitazione, riportando gravissime lesioni che l’hanno lasciata parzialmente paralizzata. A scoprire la scena è stato il marito Patrick Clancy.
Quel giorno Lindsay gli aveva chiesto di uscire per comprare del cibo e alcuni medicinali. Al suo ritorno l’uomo ha trovato la moglie ferita all’esterno della casa e i cadaveri dei bambini nel seminterrato. Lindsay è stata successivamente incriminata per tre capi d’accusa per omicidio e tre per strangolamento. Il punto centrale della vicenda giudiziaria, però, non riguarda chi abbia materialmente ucciso i bambini: la difesa non contesta che sia stata lei. La questione sulla quale si concentra il processo, iniziato lo scorso 7 agosto, è invece stabilire quale fosse il suo stato mentale al momento della tragedia.
Lindsay Clancy, la difesa punta sulla psicosi postpartum
Nei mesi precedenti Lindsay aveva manifestato seri problemi psicologici: aveva sofferto di insonnia, pensieri intrusivi e idee suicide, aveva contattato diversi professionisti e si era anche ricoverata volontariamente in una struttura psichiatrica. Secondo quanto emerso durante il processo, in pochi mesi le erano stati prescritti numerosi psicofarmaci. La madre ha inoltre raccontato in aula che, già nel dicembre 2022, Lindsay le aveva confidato di avere pensieri legati alla possibilità di fare del male ai figli. La difesa sostiene che la donna soffrisse di psicosi postpartum e che al momento delle uccisioni non fosse penalmente responsabile delle proprie azioni. Lindsay sostiene di aver sentito una voce maschile che le avrebbe ordinato di uccidere i bambini e poi se stessa.
La Procura sostiene invece una ricostruzione completamente opposta: secondo l’accusa, Lindsay avrebbe agito consapevolmente e avrebbe organizzato l’occasione per rimanere sola con i figli, allontanando il marito con la scusa di una commissione e che le sue condizioni psicologiche non fossero tali da impedirle di comprendere la natura delle proprie azioni. Decine di testimoni, tra familiari, medici, psicologi e investigatori, hanno ricostruito gli ultimi mesi prima della strage. Il caso Clancy è diventato così anche un delicato dibattito sulla salute mentale materna. La giuria è chiamata a stabilire non se Lindsay abbia ucciso i suoi bambini ma se nel momento in cui lo ha fatto fosse capace di essere considerata penalmente responsabile. Una distinzione da cui dipende il suo futuro giudiziario e che rende questo uno dei processi più discussi degli ultimi anni negli Stati Uniti.
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