Lovaglio vince e cambia tutto a Mps: “Ma non l’ho fatto per rivalsa”
Il grande vincitore è lui: Luigi Lovaglio è tornato al timone di Mps al termine di una rincorsa disperata conclusasi con un insperato successo. L’unico elemento di continuità a Rocca Salimbeni sarà proprio lui. Riconfermato amministratore delegato, dopo essere stato silurato, si è ripresentato agli azionisti alla guida della lista Plt Holding. Centrando un importante successo che porta alla (nuova) compagine di maggioranza ben otto consiglieri a fronte dei sette che restano in mano al patto dell’ex Cda imperniato attorno a Caltagirone.
La vittoria di Lovaglio
Riconfermato dall’assemblea, grazie alla decisione di Delfin e Banco Bpm, veri e propri kingmaker della partita di Rocca Salimbeni. Luigi Lovaglio ha parlato senza nascondere il suo entusiasmo: “Sarà un Cda molto qualificato e credo che sarà molto utile e interessante: potremo imparare anche cose nuove lavorando insieme a loro”. A spingerlo a ripresentarsi, giura, non è stata la voglia di rivalsa: “Non avrei trovato lo stimolo se avessi avuto un desiderio di rivincita. Io avevo e ho un solo grande desiderio, implementare un progetto, un progetto innovativo, che crea molto valore. Poterlo fare era la cosa più importante per me. Ho accettato per un senso di responsabilità e volontà di mantenere delle promesse”.
Generali e altro: cosa succede ora
Lovaglio ha puntualizzato: “Mi sento tranquillo di confermarlo, l’obiettivo è questo”. Si riferisce, l’ad di Mps, alla posizione “nice to have” in merito a Generali. Su cui ha aggiunto: “L’ho detto un anno fa a Morgan Stanley, la posizione rimane quella”. Tutti avvisati. Dentro e fuori Rocca Salimbeni. Quindi un ringraziamento ai Tortora che, da subito, hanno puntato forte su di lui: “Sento un grande senso di riconoscenza verso l’ingegnere Pierluigi Tortora e la sua famiglia e un altrettanto grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti, che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia”.
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