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Cultura & Spettacolo

Lucrezia Lerro e il coraggio delle parole oltre il silenzio

di Cinzia Rolli -

Lucrezia Lerro, foto scattata dal regista Yervant Gianikian, artista e architetto italiano, vincitore del Leone d'oro a Venezia nel 2015. Con il suo ultimo film “I Diari di Angela- Noi due Cineasti- Cap 3” sta girando il mondo.


Esistono libri che ti portano via con la fantasia e null’altro e altri che spingono ad indagare nelle profondità più remote dell’animo curando ferite esistenti o aprendo a nuove domande. La scrittura di Lucrezia Lerro appartiene alla seconda categoria. Poesie e narrazioni da lei firmate lasciano il segno, squarciano il silenzio, gridano amore e passione. La sofferenza fa parte della vita, così come le piccole gioie.

Dopo successi come Se osi parlare e Gli uomini che fanno piangere prosegue la sua avventuraletteraria con un nuovo libro dal titolo Wittgenstein urlava a scuola in uscita il prossimo 27 febbraio, edito dalla Nave di Teseo, un romanzo che indaga il rapporto che si instaura tra un’insegnante e un bambino nella lotta continua tra parole e silenzio.

Cosa spinge uno scrittore a scrivere poesie al posto di romanzi e viceversa? 

“È una domanda difficilissima. Di sicuro non la pura volontà, ma la spinta creativa di trasformare qualcosa in vita nuova, un’opera è sempre vita differente, inedita, e spesso ha dei tratti peculiari sorprendenti. Inaspettata è la poesia, inaspettata è un’idea narrativa che potrebbe prendere corpo sulla pagina bianca”. 

Nelle sue opere protagonista è la donna, una donna che soffre per amore, una donna ferita. Secondo lei un uomo prova sensazioni analoghe come in un gioco di specchi, o patisce in maniera diversa?

“Se l’amore è sentimento universale, anche la gioia e la sofferenza, quali effetti positivi dell’amore, sono universali. Di sicuro le donne vivono la perdita dell’amato, spesso, in modo più autolesivo. Alcuni uomini sfogano la rabbia dovuta alla perdita verso l’esterno, ne vediamo spesso la ferocia, la distruzione che mettono in atto troppi, tanti assassini”.

Quale verso di una sua poesia la rappresenta meglio?

“Non riesco a non pensare al tuo profilo orientale.”

Cosa c’è prima della scrittura dell’inizio di un’opera e cosa dopo la sua conclusione?

“Nel mio caso, prima c’è sempre tanta inquietudine, tanta ricerca, tanta curiosità di scoprire personaggi letterari nuovi. Dopo sempre inquietudine mista ad angoscia per la vita che svanirà e che è finita per tante persone da me amate”.

Nelle sue poesie l’amore appare come qualcosa di fisico, concreto, non esclusivamente sentimentale. “L’amore è il segno di un dente sulla pelle”, “un urto d’ossa contro il vetro”. E’ il suo modo d’amare o quello che immagina?

“Amo in modo totale. L’amore esige tutto, non chiedo sconti e non ne faccio. Ti amo totalmente ma se mi tradisci non riesco ad accoglierti di nuovo”. 

Nel libro “Se osi parlare” il silenzio, protagonista velato, è più quello della vittima che non denuncia o la censura imposta dal predatore?

“Chi vuole tappare la bocca, chi non vuol far parlare, chi svaluta, chi denigra, chi si crede superiore, chi guarda un uomo dal basso verso l’alto… tutto ciò è deplorevole e violento. Amare è il vero scopo della vita. L’unico che può dare senso a tutto. Dall’inizio di una giornata alla sua fine”.

Lucrezia Lerro ha pubblicato i romanzi Certi giorni sono felice (2005), Il rimedio perfetto (2007), La più bella del mondo (2008). La bambina che disegnava cuori (2010), Sul fondo del mare c’è una vita leggera (2012). La confraternita delle puttane (2013), Il sangue matto (2015, nuova edizione La nave di Teseo 2021) e Il contagio dell’amore (2016). È autrice delle raccolte di poesie L’amore dei nuotatori (2010) e Il corollario della felicità (2014). Per il film Il pianto della statua, con la regia di Elisabetta Sgarbi, ha scritto La prima notte della madre dopo la morte del figlio. E voce narrante dei film I Diari di Angela – Noi due Cineasti. Capitolo secondo (2019) e terzo (2025) e Frente a Guernica (director’s cut) (2023) – di Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi – presentati alla Mostra internazionale di Arte cinematografica di Venezia.  Presso La nave di Teseo sono usciti: La giravolta delle libellule (2017), L’estate delle ragazze (2018), Più lontano di così (2019), Gli uomini che fanno piangere (2022) e Se osi parlare (2024).


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