Macron rimprovera Meloni: “Non commenti gli affari francesi”. Lo “stupore” di Palazzo Chigi
La premier aveva stigmatizzato la violenza politica in un post su X dedicato al pestaggio mortale dei giorni scorsi in Ffrancia
Il post su X della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Quentin Deranque, il giovane attivista nazionalista aggredito e ucciso a Lione
Il presidente francese Emmanuel Macron rimprovera pubblicamente la premier Giorgia Meloni chiedendole di non “commentare gli affari interni della Francia”. La reazione, dopo che Meloni aveva stigmatizzato su X la morte violenta dell’attivista francese Quentin Deranque.
Macron, in visita in India, ha invitato la premier italiana a “restare a casa sua” e a non intervenire su vicende giudiziarie in altri Paesi. La questione riaccende gli attriti diplomatici tra Roma e Parigi.
Meloni aveva definito l’uccisione del giovane una “ferita per l’Europa”, rilevando la violenza ideologica dell’episodio. Il rimprovero di Macron, nella percezione di un’ingerenza, solo per il contenuto del post.
Cosa è accaduto e perché è scoppiata la polemica
La controversia nasce dalle parole della premier Meloni sulla morte di Quentin Deranque, un giovane attivista nazionalista francese di poco più di vent’anni pestato a morte a Lione da un gruppo di persone legate alla sinistra radicale in disordini politici.
Meloni aveva pubblicato su X un messaggio in cui definiva l’omicidio come una “ferita per l’intera Europa” e un sintomo di un clima di odio ideologico crescente in più Paesi.
Le parole di Macron, il riferimento alle “pecore”
Macron ha usato parole nette e anche simboliche: “Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite”. Quasi a dire che ognuno deve badare ai propri affari interni.
Ha anche aggiunto di essere “sorpreso” che nazionalisti che non vogliono essere disturbati nella propria politica siano i primi a esprimersi su vicende estere.
In ogni caso, dichiarazioni che servono a Macron per alleggerire l’alta tensione interna per quanto accaduto nel suo Paese.
Lo “stupore” di Palazzo Chigi
Palazzo Chigi accoglie “con stupore” le dichiarazioni del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Fonti della presidenza del Consiglio ribadiscono che la premier “ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee”.
“Dichiarazioni che – precisano le stesse fonti – rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia“.
Pure il ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta su X. “L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario, è un fatto grave che riguarda tutti – dice – , un episodio che va condannato senza esitazioni”.
“Un omicidio che non ha confini – prosegue – , un monito a chi usa odio e violenza, a chi insulta e professa un linguaggio offensivo. Ci sono stati tanti Quentin in Italia. Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia. Perché la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi”.
Il contesto più ampio nei rapporti Italia-Francia
Le frizioni tra i due governi non sono un fenomeno isolato. In passato Meloni e Macron si erano confrontati su vari dossier, dalla politica europea sull’Ucraina alle questioni sociali, dimostrando un rapporto spesso pragmatico ma non privo di divergenze.
L’episodio odierno, probabilmente accentuato dalla visibilità internazionale delle dichiarazioni e dalla presenza di Macron all’estero, in un momento in cui Parigi vuole gestire con cautela la propria immagine estera.
La vicenda potrebbe spingere a un chiarimento bilaterale nei prossimi giorni, soprattutto per evitare malintesi in seno all’Unione Europea.
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