Meloni a Erevan: “Migrazione crisi che le unisce tutte”
Per la premier italiana è necessario "ampliare il confronto e prestare più attenzione ai Paesi al di là del Mediterraneo"
Meloni è arrivata a Erevan dove si terrà l’incontro della Comunità politica europea e già mette in cima all’agenda la questione euro-mediterranea. La premier, difatti, ha parlato già del nodo migrazioni e ha sottolineato come “in passato insieme a Ursula e agli altri Stati membri e all’Unione europea, abbiamo cercato di affrontare la migrazione, e siamo stati spinti a prestare molta più attenzione ai Paesi al di là del Mediterraneo”.
Meloni a Erevan guarda al Mediterraneo
La premier ha ribadito che l’approccio è quello: “Oggi, secondo me, la sfida è ampliare questo approccio, mettendo insieme sicurezza, sviluppo ed energia nella cooperazione con i Paesi vicini”. Quindi ha proseguito: “Questo è il modo migliore per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma molte crisi insieme, che purtroppo fanno parte dello stesso fenomeno e che dobbiamo affrontare tutte insieme”. A Erevan Meloni di tutte queste crisi dovrà parlare con gli esponenti della Ue e i capi di governo dell’area europea.
Il dialogo è la chiave
Da Erevan, poi, Meloni sottolinea come la chiave sia da ricercare nel dialogo euromediterraneo. Perché è la crisi che riunisce in sé tutte le altre: “Sappiamo che i flussi migratori incontrollati mettono a dura prova la sicurezza dei cittadini e possono persino compromettere la stabilità degli Stati. Ma colpiscono anche l’economia, mettendo a dura prova le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali”. E quindi: “Sono inoltre collegati all’energia, perché dobbiamo anche considerare che molti flussi provengono da regioni instabili, fondamentali per il nostro approvvigionamento energetico. In definitiva, tutti questi fattori influenzano la qualità delle nostre democrazie”.
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