Il campo largo si unisce e chiede le dimissioni di Meloni
Dopo il flop sulle preferenze, da Avs a Italia Viva una sola richiesta: tornare alle urne
Il campo largo ha trovato un nuovo tema su cui unirsi: le dimissioni chieste a Giorgia Meloni dopo il flop delle preferenze in Parlamento. Dalle parti delle opposizioni, un solo grido si alza. Come ai tempi delle piazze. Che non più dalle Alpi alle Ande, bensì da una distanza ancora maggiore come quella che corre tra Avs e Italia Viva, si alza e popola i take di agenzia da ore. La premier, per le minoranze, deve rassegnare subito le dimissioni e si deve tornare, quanto prima, al voto.
Schlein, Meloni e il nodo dimissioni
Elly Schlein ha commentato, a caldo, il flop prendendo atto del fatto che “il governo ha beccato un voto di sfiducia”. La leader dem ha aggiunto: “Venuta giù la maggioranza, è venuta giù per l’arroganza con cui ha provato a imporre a questo Parlamento una legge elettorale, l’ha fatto come tutte le altre riforme, compresa quella costituzionale su cui erano stati già fermati da 15 milioni di italiani”. E ancora: “L’hanno fatto anche stavolta, una riforma calata dall’alto, fatta di accordi di potere tra i partiti di maggioranza, a cui però evidentemente neanche tutti i deputati di maggioranza e tutte le deputate hanno voluto dare il loro assenso”. Per Meloni, secondo Schlein, è giunta l’ora delle dimissioni: “È un momento in cui la maggioranza e Giorgia Meloni devono prendere atto del loro fallimento, prendere atto del loro fallimento vuol dire capire che è giunto il momento di andare a casa e che noi lavoreremo per costruire un’alternativa in questo Paese che finalmente si faccia carico di quello che loro non sono stati capaci di fare”.
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Conte: “Non si può far finta di nulla”
Secco il commento del leader M5s Giuseppe Conte. “La maggioranza ha risposto picche a Giorgia Meloni, che è stata sfiduciata: le regole della democrazia parlamentare dicono che la presidente del Consiglio va al Quirinale e rassegna le dimissioni e vanno a casa. Non possono far finta di nulla”. Quindi ha rincarato la dose. “C’è stato già un plebiscito per il no alla riforma della giustizia e già si doveva dimettere, hanno fatto finta di nulla. Adesso l’unica riforma che portano, la maggioranza si spacca”.
Avs vuole le urne
Anche Bonelli chiede, una volta di più, le dimissioni di Giorgia Meloni. “La Presidente Meloni oggi ha chiesto la fiducia, l’ha chiesta via social, ma il Parlamento l’ha sfiduciata ed è mancato il voto di Giorgia Meloni, perché la votazione è stata 187 a 188, da questo punto di vista noi chiediamo subito che Giorgia Meloni vada dal Presidente della Repubblica, si apra la crisi di governo, decida poi ovviamente il Presidente della Repubblica come proseguire”. E dunque: “Noi siamo pronti a votare, ma una cosa è certa, mentre Giorgia Meloni pensa alla legge elettorale, pensa al Premierato, al futuro Presidente della Repubblica ha dimenticato i problemi degli italiani”.
Il calcio di Renzi
Matteo Renzi è certo che, per Meloni, non esista altro scenario che quello delle dimissioni. Su X ha scritto: “Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani”.
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