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Guida alle Midterm Usa. Verso una lunghissima notte elettorale

Gli Stati Uniti tornano alle urne per le elezioni di metà mandato. I democratici puntano a conquistare Camera e Senato, mentre i repubblicani cercano di difendere le proprie maggioranze. I primi risultati arriveranno già stanotte

di Lino Sasso -


Ci siamo, le elezioni di midterm negli Usa 2026 entrano nella fase decisiva. Gli americani chiamati alle urne dovranno rinnovare il Congresso e rideterminare gli equilibri politici dopo due anni della presidenza di Donald Trump. Un appuntamento che va ben oltre il rinnovo dei seggi parlamentari: dal risultato dipenderà la capacità della Casa Bianca di portare avanti la propria agenda senza dover fare i conti con un’opposizione in grado di bloccarne le iniziative legislative.

In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato, 36 governatorati e migliaia di incarichi nelle amministrazioni statali e locali. Una tornata elettorale destinata a ridisegnare la geografia del potere americano.

Il nome del presidente non comparirà sulle schede elettorali, ma il risultato peserà inevitabilmente sul futuro politico della sua amministrazione.

Camera e Senato, i numeri della sfida

I repubblicani arrivano al voto con il controllo di entrambi i rami del Congresso, ma con margini differenti. Al Senato dispongono di 53 seggi contro i 47 del blocco democratico, che comprende due indipendenti. Per conquistare la maggioranza, i democratici devono ottenere un guadagno netto di almeno quattro seggi.

Alla Camera la maggioranza assoluta richiede 218 seggi e, sulla base degli attuali equilibri, ai democratici basterebbe un guadagno netto di tre seggi per ribaltare la situazione a proprio favore.

Per Trump, perdere anche soltanto uno dei due rami del Congresso significherebbe affrontare una seconda parte del mandato caratterizzata da maggiori ostacoli legislativi, controlli parlamentari e il possibile impeachment promosso dai democratici.

Boom del voto anticipato: 54 milioni di americani alle urne

Uno dei dati più significativi delle elezioni di midterm riguarda la partecipazione. Circa 54 milioni di americani hanno già votato, recandosi anticipatamente ai seggi oppure utilizzando il voto per corrispondenza. Un incremento di diversi milioni rispetto alle elezioni di metà mandato del 2022.

Un’affluenza ‘anticipata’ particolarmente sostenuta, che testimonia la mobilitazione dell’elettorato ma non permette di prevedere quale partito ne trarrà vantaggio. Il dato, infatti, non indica necessariamente un aumento della partecipazione complessiva né anticipa il risultato finale.

Quando arrivano i risultati delle elezioni Midterm Usa 2026

La notte elettorale sarà lunga, complice la presenza di diversi fusi orari negli Stati Uniti. Le prime urne chiuderanno quando in Italia sarà mezzanotte. Tra l’una e le due inizieranno ad arrivare indicazioni importanti da stati come North Carolina, Ohio, Maine, Michigan e Texas, cruciali soprattutto per gli equilibri del Senato.

Alle quattro del mattino italiano chiuderanno i seggi in California e negli altri stati della costa occidentale, dove numerose sfide potrebbero risultare determinanti per la maggioranza alla Camera. Le ultime urne chiuderanno intorno alle sette del mattino in Alaska.

Un primo quadro politico potrebbe delinearsi già nella prima mattinata di domani. Tuttavia, se il controllo del Congresso dipendesse da pochi collegi particolarmente contesi, per conoscere il risultato definitivo potrebbero essere necessari diversi giorni.

Il futuro della presidenza Trump

La posta in gioco è particolarmente elevata. Un Congresso a trazione repubblicana consentirebbe alla Casa Bianca di continuare a contare su maggioranze favorevoli, mentre una vittoria democratica anche in uno solo dei due rami imporrebbe compromessi più frequenti su bilancio, politica economica e principali provvedimenti legislativi. Gli equilibri al Senato sono inoltre fondamentali per le nomine federali e per l’eventuale conferma di nuovi giudici.

Le elezioni di metà mandato rappresentano tradizionalmente un passaggio difficile per il partito del presidente, a prescindere dal suo colore politico. La storia americana mostra infatti che, nella maggior parte dei casi, la forza politica che esprime l’inquilino della Casa Bianca perde seggi al Congresso.

Trump punta a interrompere questa tendenza e a conservare le maggioranze necessarie per governare fino al 2028. Ma il verdetto delle urne, almeno secondo i sondaggi, sembra destinato a cambiare profondamente i rapporti di forza.

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