Milano, Alessandro Bastoni indagato per prostituzione minorile: cosa è successo
Nuovi sviluppi nell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di prostituzione legato a eventi esclusivi frequentati da personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. Tra gli indagati compare ora anche Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, nei cui confronti è stata aperta un’indagine con l’ipotesi di reato di prostituzione minorile.
Alessandro Bastoni indagato per prostituzione minorile: i fatti
Secondo quanto contestato dagli inquirenti, il calciatore avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con una ragazza che, al momento dei fatti risalenti al 2020, non aveva ancora compiuto 18 anni. Bastoni ha ricevuto un invito a comparire davanti ai magistrati. Sarà ascoltato in interrogatorio venerdì 3 luglio, occasione nella quale potrà fornire la propria versione dei fatti.
L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dalla pubblico ministero Rosaria Stagnaro, con le indagini affidate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza. Al centro dell’indagine vi è la società Ma. De Milano, ritenuta dagli investigatori una presunta struttura utilizzata per organizzare serate riservate in locali di lusso e hotel esclusivi del capoluogo lombardo.
L’ipotesi organizzazione
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. Secondo l’accusa, alcune escort sarebbero state indirizzate a frequentare calciatori di Serie A, altri sportivi e clienti facoltosi, con l’obiettivo di procurare incontri a pagamento. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti figurano anche presunti eventi durante i quali sarebbe stata disponibile la cosiddetta “droga della risata”.
La giovane coinvolta nella vicenda, ascoltata come testimone, avrebbe negato che vi sia stato un rapporto a pagamento. Anche se gli investigatori ritengono di aver raccolto elementi ritenuti utili all’interno del fascicolo.
L’indagine aveva già portato, lo scorso aprile, all’arresto domiciliare di quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, considerati dagli inquirenti i presunti promotori dell’organizzazione. La coppia ha respinto ogni accusa.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti sui telefoni cellulari sequestrati agli indagati e ad alcune ragazze coinvolte. Gli investigatori stanno analizzando chat, contatti e movimenti di denaro per ricostruire l’eventuale rete di incontri e verificare il ruolo dei diversi soggetti coinvolti. Nell’ambito delle indagini sono stati ascoltati come persone informate sui fatti anche altri calciatori, che al momento non risultano indagati.
Torna alle notizie in home