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Cronaca

Papa Leone e l’ultimo appello ai lefebvriani

Il Pontefice apre al dialogo e scrive a don Pagliarani: se ordineranno i vescovi senza autorizzazione vaticana sarà scisma (e scomunica)

di Giovanni Vasso -


Papa Leone rivolge un ultimo appello ai lefebvriani che sembrano intenzionati a ordinarsi da sé quattro nuovi vescovi, incorrendo così nel delitto di scisma dalla Chiesa cattolica. Il pontefice vuole evitare la rottura e preservare l’unità dei cattolici. Ma la situazione sembra ormai scritta. L’ordinazione è prevista già per domani, 1 luglio, al seminario svizzero di Écône. Dove saranno ordinati quattro vescovi senza l’autorizzazione della Santa Sede. Una sfida che avrà come unica conseguenza quella della scomunica per i tradizionalisti.

Papa Leone e l’ultimo appello ai lefebvriani

Il Papa però non si arrende e in una lettera ha rivolto l’ultimo appello ai lefebvriani. Sono ancora in tempo per tornare indietro, per riprendere il dialogo ed evitare un doloroso distacco da Roma. Nella missiva che Leone ha scritto a don Davide Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani, la Fraternità Sacerdotale San Pio X, le ragioni del pontefice. Che ha chiesto “con tutto il cuore” di trovare il coraggio di “tornare sui vostri passi” affermando che la Chiesa è “disponibile a un percorso di dialogo e intesa” a patto di “desistere dall’intento”.

La lettera del Papa

“Con animo paterno – scrive Papa Leone nell’appello ai lefebvriani – desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. Fatta la premessa, la richiesta.

La richiesta del Sommo Pontefice

“Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi”, ha scritto Leone facendo appello a don Pagliarani e ai lefebvriani. “Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita. E in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”. E non è tutto: “Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”, ha concluso il Papa.


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