Monviso a pezzi? Caldo record e crolli: la Regione apre il Tavolo sulle Alpi
Tre mesi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri di quota: è uno dei dati più significativi emersi dal primo Tavolo Monviso, convocato dalla Regione Piemonte per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’alta montagna e individuare misure di prevenzione e sicurezza.

Tra il 10 giugno e il 10 settembre la stazione Arpa sul Monviso non ha infatti mai registrato temperature pari o inferiori a zero gradi. Un’anomalia che contribuisce a spiegare l’attenzione rivolta alla stabilità delle pareti rocciose dopo i recenti crolli del 1° settembre sul versante nord-est e della notte tra il 13 e il 14 settembre ai Torrioni Sari, sul versante sud.
Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio, rappresentanti degli enti locali, Arpa Piemonte, Politecnico, CNR, Carabinieri forestali, guide alpine, Soccorso alpino, CAI e altri soggetti impegnati sul territorio.
«Le montagne sono un patrimonio e una risorsa preziosa del nostro Piemonte e devono essere tutelate – ha dichiarato Cirio –. Da un lato c’è il tema del cambiamento climatico, che va affrontato con serietà e rigore, senza ideologia, attraverso un confronto scientifico sul suo impatto sulle nostre montagne. Dall’altro c’è il tema della fruibilità».
Secondo Arpa, lo stress termico rappresenta un probabile fattore dei recenti distacchi, mentre il degrado del permafrost potrebbe avere contribuito all’instabilità di pareti già fortemente fratturate. «Da vent’anni Arpa studia il permafrost sulle Alpi e oggi abbiamo conoscenze e strumenti che devono essere messi a sistema», ha sottolineato Gallo.
Il confronto riguarda anche l’aumento della frequentazione del massiccio. Nell’ultimo fine settimana circa 200 persone hanno raggiunto la vetta; il Giro del Viso registra circa 40 mila utenti, mentre nell’area circostante vengono stimati complessivamente 200 mila passaggi. Negli ultimi tre anni il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi e quasi la metà ha riguardato persone che avevano smarrito il percorso.
Tra le misure allo studio ci sono quindi il potenziamento della segnaletica, una migliore distribuzione dei flussi sui sentieri, la verifica degli itinerari maggiormente esposti e possibili percorsi alternativi per raggiungere i rifugi, compresa un’ipotesi per il Quintino Sella. Proseguiranno inoltre i rilievi sui crolli, anche attraverso l’impiego di droni.
Il Tavolo Monviso potrebbe diventare il primo passo verso un Tavolo permanente per la resilienza delle Alpi piemontesi, nell’ambito dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. Il prossimo appuntamento sarà dedicato al Monte Rosa il 22 settembre. L’obiettivo è arrivare entro la primavera 2027 a un primo quadro condiviso degli scenari e delle azioni necessarie per conciliare sicurezza, tutela ambientale e accessibilità della montagna.
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