Mosca accusa Kiev di arruolare giovani russi su Telegram
Dall'altro lato del fronte, le autorità ucraine denunciano una dinamica speculare, accusando a loro volta l'FSB di arruolare minorenni ucraini
Mosca alza lo scontro sulla guerra digitale e d’informazione, rivolgendo pesanti accuse all’Ucraina e alla piattaforma di messaggistica Telegram.
Kiev arruola giovani su Telegram: l’accusa di Mosca
Secondo quanto dichiarato dal Servizio Federale per la Sicurezza della Russia e dal Comitato Investigativo, dai servizi segreti di Kiev un’operazione capillare di reclutamento. La ricerca, su giovani e adolescenti russi, di età compresa tra i dodici e i ventidue anni, spingendoli a compiere atti di sabotaggio e attentati incendiari all’interno del territorio nazionale.
Le indagini
Gli apparati di sicurezza russi individuano in Telegram il principale canale operativo. In particolare, le reclute verrebbero adescate attraverso diffusissimi chatbot di incontri, tra cui il popolare servizio denominato Daivinchik.
Agenti sotto copertura o profili falsi attirerebbero i ragazzi promettendo compensi in denaro e criptovalute o facendo leva sulla manipolazione psicologica. Le missioni richieste spaziano dall’incendio di stazioni di rifornimento e infrastrutture ferroviarie fino al danneggiamento di mezzi militari. Centinaia di procedimenti e decine di arresti sono stati già effettuati in diverse regioni della Federazione Russa.
Lo sviluppo della vicenda
La vicenda ha assunto una rilevanza internazionale dopo la decisione dell’FSB di incriminare formalmente il fondatore di Telegram, Pavel Durov, per favoreggiamento delle attività terroristiche, inserendolo in un elenco di ricercati. Secondo le autorità moscovite, la dirigenza dell’applicazione si sarebbe rifiutata di moderare e rimuovere i canali e i bot utilizzati dall’intelligence di Kiev.
Dall’altro lato del fronte, le autorità ucraine denunciano una dinamica speculare, accusando a loro volta l’FSB di arruolare minorenni ucraini tramite Telegram per bruciare veicoli militari a Kiev. La piattaforma si conferma così il terreno di scontro centrale della guerra ibrida, dove la vulnerabilità dei più giovani viene sistematicamente usata come strumento di destabilizzazione.
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