New York: la battaglia ingegneristica dietro la costruzione del carcere più alto del mondo
Il Comune vuole utilizzare la tecnologia dei muri isolanti ma la comunità lancia l’allarme per la tenuta dei palazzi storici
DALLA NOSTRA INVIATA
Il progetto per sostituire il carcere di Rikers Island a New York prevede quattro nuove strutture dal costo di 16 miliardi di dollari, con ritardi che spostano l’apertura tra il 2029 e il 2032.
Il piano iniziale infatti è cambiato a causa dei costi raddoppiati e dei tempi necessari più lunghi del previsto.
Nel quartiere di Chinatown, a Manhattan, sono partiti i lavori per un nuovo edificio detentivo. Questa struttura sarà alta 102 metri e avrà 13 piani, diventando il carcere verticale più alto del mondo. L’edificio potrà contenere 1.040 persone. Ogni cella sarà singola e avrà una finestra con luce naturale. Sono previste anche aree aperte protette da reti per permettere ai detenuti di vedere il cielo senza violare la privacy del quartiere.
La richiesta di fermare il progetto
I rappresentanti di Chinatown stanno chiedendo al sindaco di New York, Zohran Mamdani, di fermare il progetto del “grattacielo-prigione” nel loro quartiere.
Secondo i leader locali, la massiccia attività di scavo in questa zona così densamente popolata rischia di destabilizzare il terreno acquitrinoso, mettendo in serio pericolo la tenuta strutturale delle fondamenta degli storici edifici circostanti.
Il 21 agosto una coalizione composta da 18 leader locali, residenti e organizzazioni comunitarie di Chinatown ha inviato una lettera formale di diffida direttamente ai vertici dell’amministrazione cittadina, tra cui il sindaco, la vicesindaca Julia Kerson, la responsabile della chiusura di Rikers Island Dana Kaplan e la presidente del Consiglio Comunale Julie Menin. Nella missiva si lancia l’allarme sul fatto che il nuovo carcere sorgerà sul terreno soffice e acquitrinoso del vecchio Collect Pond.
Il progetto prevede lo scavo più profondo mai realizzato in quell’area, spingendosi molto al di sotto della falda acquifera. Gli attivisti citano un rapporto ufficiale del Comune che avverte del pericolo: il drenaggio forzato dell’acqua durante i lavori rischia di provocare un cedimento permanente del terreno circostante, minacciando l’integrità strutturale del quartiere.
New York: la sfida
I leader di Chinatown evidenziano un grave rischio strutturale, supportato dall’analisi dell’architetto William Bialosky: molti edifici storici adiacenti poggiano su fondamenta di legno secolari. Queste palafitte sotterranee restano integre solo se rimangono immerse nell’acqua; il drenaggio dei cantieri le esporrebbe all’aria, accelerandone il deterioramento e minacciando l’intero quartiere.
La replica dei funzionari comunali non si è fatta attendere: l’amministrazione ha assicurato che si stanno adottando tutte le cautele necessarie per effettuare gli scavi in totale sicurezza sotto il livello della falda idrica.
A sostegno di questa posizione, il Dipartimento di Progettazione e Costruzione di New York, insieme all’appaltatore principale Tutor Perini e al Dipartimento di Correzione, ha pubblicato un rapporto ufficiale il 20 luglio. Il documento illustra la soluzione ingegneristica scelta: la creazione di un muro di contenimento sotterraneo continuo composto da pali di cemento sovrapposti.
I funzionari delle costruzioni hanno riconosciuto che la gestione delle acque sotterranee è fondamentale per mantenere la stabilità e proteggere le strutture circostanti.
Ma assicurano che la tecnologia del muro di pali è progettata per blindare l’area del cantiere, azzerando quasi i movimenti del terreno e salvaguardando gli stabili adiacenti, le reti di servizio e le infrastrutture pubbliche.
L’estrazione e la gestione dei liquidi avverranno esclusivamente dentro il perimetro del cantiere, evitando così qualsiasi variazione pericolosa nel livello della falda acquifera esterna.
Questa tecnica di isolamento a tenuta stagna permette di confinare gli effetti dello scavo all’interno del sito, eliminando i rischi di cedimento per tutte le proprietà e le infrastrutture circostanti di Chinatown.
Il piano di smantellamento di Rikers Island, avviato circa dieci anni fa da Bill de Blasio e proseguito con Eric Adams, ora è nelle mani del sindaco Mamdani.
La chiusura definitiva del vecchio carcere resta l’obiettivo, e la battaglia di Chinatown dimostra quanto sia difficile intervenire senza modificare il territorio.
La sfida per New York non è soltanto costruire celle più moderne, ma dimostrare che il progresso della città può avvenire senza minare la sicurezza di chi ci abita già.
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