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Cronaca

Tim Curry morto a 80 anni, addio all’icona di Rocky Horror

di Claudia Valore -

By photo by Alan Light, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1884649


Tim Curry è morto a 80 anni nella serata di martedì 25 agosto, nella sua abitazione di Toluca Lake, a Los Angeles. La conferma è arrivata dalla sua storica manager, Marcia Hurwitz, che ha parlato con Variety di una scomparsa avvenuta serenamente, in casa. Attore, cantante e uomo di teatro britannico, Curry resta legato soprattutto a due maschere: quella eccessiva del Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show e quella inquietante di Pennywise, il clown assassino della miniserie tv It del 1990.

Tim Curry morto a 80 anni: le cause

Secondo TMZ, la polizia di Los Angeles è intervenuta intorno alle 23 di martedì nell’abitazione dell’attore. Le fonti investigative non hanno riscontrato elementi sospetti: il decesso viene ricondotto a cause naturali, legate agli anni di problemi di salute successivi al grave ictus del 2012, che gli aveva richiesto un intervento chirurgico e lo aveva costretto sulla sedia a rotelle.

La carriera, da Frank-N-Furter a Pennywise

Nato il 19 aprile 1946 a Grappenhall, Curry debuttò nel musical Hair nel 1968 a Londra. La svolta arrivò con Dr. Frank-N-Furter, creato da Richard O’Brien, portato in scena nel 1973 e poi sullo schermo nel 1975 nel film di Jim Sharman, accanto a Susan Sarandon e Meat Loaf. In un’intervista del 1975 disse: “Non valeva la pena farlo, se non correvi un rischio”. Resta celebre anche la battuta finale del film, “Don’t dream it, be it”. Tra gli altri ruoli memorabili, Rooster Hannigan in Annie (1982), il Signore delle Tenebre in Legend (1985) e il maggiordomo Wadsworth in Signori, il delitto è servito. Come voce vinse un Daytime Emmy nel 1991 per Capitan Uncino e in teatro fu Mozart in Amadeus e Re Artù in Spamalot, con tre candidature ai Tony Award.

Tim Curry morto, l’eredità di un’icona del cinema cult

Nonostante l’ictus, Curry aveva continuato a lavorare con la voce, era tornato brevemente sullo schermo nel 2024 con Stream e nel 2025 aveva pubblicato l’autobiografia Vagabond. La sua scomparsa lascia un vuoto nel cinema di culto, dove per oltre mezzo secolo ha saputo essere minaccioso e comico nello stesso istante, incarnando fino in fondo il monito della sua battuta più celebre.

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