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Chi è Nidal Hasan e perché verrà fucilato il 3 dicembre negli Usa

di Daniel Walker -


Il prossimo 3 dicembre la base militare di Fort Hood, in Texas, ospiterà un evento senza precedenti nella storia moderna degli Stati Uniti. Su decisione raccomandata dal Segretario della Difesa Pete Hegseth e approvata dal presidente Donald Trump, l’ex maggiore dell’Esercito Nidal Malik Hasan sarà giustiziato mediante plotone di esecuzione.

Una fucilazione negli Usa

L’atto segnerà la prima esecuzione dell’Esercito statunitense tramite fucilazione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sarà anche la prima pena di morte militare eseguita negli Usa dal 1961.

Chi è Nidal Malik Hasan: dal profilo nell’Esercito all’estremismo

Nidal Malik Hasan, 56 anni, è un cittadino americano nato in Virginia e di origine palestinese. Prima dei fatti del 2009, Hasan ha prestato servizio per circa vent’anni nelle forze armate statunitensi, ricoprendo il ruolo di ufficiale e psichiatra nel U.S. Army Medical Corps.

Durante gli anni di servizio aveva maturato un’ideologia radicale che lo ha portato a schierarsi contro i colleghi in procinto di partire per le missioni internazionali.

La strage di Fort Hood del 2009: 13 vittime e il movente

Il 5 novembre 2009, Hasan entrò all’interno del Soldier Readiness Processing Center della base di Fort Hood. Qui, decine di soldati disarmati stavano completando le pratiche per il dispiegamento operativo in Afghanistan.

I punti chiave del massacro

Armato di una pistola semiautomatica, Hasan esplose 146 colpi urlando “Allahu Akbar”. Nell’attacco persero la vita 13 persone (12 soldati, tra cui una soldatessa incinta, e un civile) e altre 32 rimasero ferite.

Il conflitto a fuoco

La polizia, intervenuta sul posto, fermò l’attentatore, che rimase ferito e paralizzato dalla vita in giù.

Durante la Corte marziale del 2013, Hasan ammise le proprie responsabilità dichiarando di aver agito per proteggere la leadership dei Talebani e contrastare la guerra.

Nello stesso anno, una giuria militare lo condannò all’unanimità alla pena di morte. Poi, ne dispose il trasferimento nel braccio della morte del carcere di Fort Leavenworth, in Kansas.

Perché la fucilazione? Il quadro normativo e la firma presidenziale

La decisione di ricorrere al plotone di esecuzione risponde a precisi passaggi normativi e istituzionali.

Ai sensi della normativa militare Army Regulation 190-55, le condanne a morte comminate dai tribunali militari richiedono l’approvazione finale del presidente degli Stati Uniti.

Una revisione approvata nel 2019 rimosse il vincolo dell’iniezione letale dal regolamento dell’Esercito, lasciando al Segretario dell’Esercito la facoltà di stabilire la modalità d’esecuzione.

L’ordine di esecuzione

L’approvazione di Trump è giunta il 2 ottobre scorso su raccomandazione del Pentagono. Il Segretario ad interim dell’Esercito Adam Telle ha fissato la data e il luogo.

I precedenti storici: 1945 e 1961

L’esecuzione del 3 dicembre richiama due precisi precedenti nella storia giudiziaria militare americana.

Risale al 31 gennaio 1945, quando il soldato semplice Eddie D. Slovik venne giustiziato da un plotone di esecuzione in Francia per diserzione durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’ultima pena capitale eseguita dalle forze armate Usa è avvenuta 65 anni fa, quando il soldato semplice John Bennett fu impiccato a Fort Leavenworth a seguito di una condanna per stupro e tentato omicidio.

Cosa accadrà il 3 dicembre a Fort Hood

L’esecuzione si terrà giovedì 3 dicembre alle ore 13:00 all’interno della stessa base di Fort Hood in Texas dove si verificò la strage.

Come previsto dai protocolli, il condannato ha ricevuto la notifica della sua esecuzione di persona dal comandante dell’istituto penitenziario alla presenza di un cappellano e dei legali.

I familiari delle vittime e i sopravvissuti all’attacco sono stati informati ed invitati ad assistere a quello che rappresenterà l’atto conclusivo di una vicenda giudiziaria durata 17 anni.

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