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Cronaca

Niscemi, la frana non si ferma: 1500 sfollati e un dissesto annunciato

di Eleonora Ciaffoloni -


Le immagini sono impressionanti ma sono reali: a Niscemi, in Sicilia, una frana ha inghiottito parte della cittadina del Nisseno. Ormai da giorni è emergenza, con tantissime persone – si contano al momento oltre 1.500 sfollati – che sono state costrette ad abbandonare le proprie case, le attività e la vita quotidiana.

Si tratta dell’ennesima conseguenza di un’ondata di maltempo – e di una mancata prevenzione strutturale – che ha colpito il Sud Italia negli ultimi giorni. E se le piogge si sono fermate, non lo ha fatto la terra, che continua a muoversi in maniera preoccupante, rendendo la situazione estremamente delicata. Perché l’instabilità del versante è sempre stata nota, ma il dissesto, oggi, mostra tutta la sua gravità.

Frana a Niscemi: la preoccupazione del capo della Protezione Civile

Il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, nel corso dei sopralluoghi effettuati anche in elicottero, ha parlato senza mezzi termini di un fenomeno di vasta scala: “Non si tratta di singole abitazioni o di un fronte limitato – ha spiegato – ma dell’intera collina che sta lentamente scendendo verso la piana di Gela”. Un movimento che rende l’impatto dell’evento “particolarmente complesso” e che impone decisioni difficili, soprattutto per le abitazioni collocate sul coronamento della frana. Ciciliano, raggiunto anche dal governatore della Regione Siciliana Renato Schifani, ha invitato a evitare illusioni e false aspettative tra la popolazione.

Alcune case, anche se apparentemente integre, non potranno più essere abitate né raggiunte in sicurezza dai mezzi di soccorso. Per queste famiglie, ha sottolineato, sarà necessa rio avviare un percorso di delocalizzazione definitiva. Al tempo stesso, resta fondamentale favorire il deflusso dell’acqua ancora presente nel sottosuolo, elemento che contribuisce a mantenere attivo il movimento franoso. Solo dopo una stabilizzazione o un rallentamento del fenomeno sarà possibile definire con maggiore precisione le aree effettivamente sicure.

Sostegno economico alle famiglie di Niscemi colpite dalla frana

Intanto, per gli sfollati è in arrivo un primo sostegno economico da parte dello Stato. Si tratta del contributo di autonoma sistemazione (Cas), destinato a chi è stato costretto a lasciare la propria casa in seguito all’ordinanza di sgombero. Il fondo prevede 400 euro mensili a nucleo familiare, a cui si aggiungono 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese per famiglia, per una durata complessiva di un anno. La procedura – come comunicato dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno – sarebbe già stata attivata e dovrebbe essere completata nel giro di pochi giorni.

Una catastrofe prevedibile

Una procedura d’emergenza per un evento che, seppur catastrofico, poteva essere prevedibile. Secondo il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), difatti, la frana di Niscemi non rappresenta un’emergenza improvvisa. Il fenomeno è conosciuto da oltre trent’anni ed era già stato riportato negli strumenti ufficiali di pianificazione del rischio. Per questo, secondo i geologi, occorre un monitoraggio continuo e strutturato, attraverso un uso combinato di tecnologie avanzate – come radar terrestri e satellitari – con rilievi e osservazioni dirette sul campo.

Particolarmente significativo, secondo il CNG, è il dato sulle precipitazioni: negli ultimi quindici giorni sono caduti meno di 45 millimetri di pioggia, con picchi giornalieri poco superiori ai 10 millimetri. Numeri nettamente inferiori rispetto a quelli registrati durante l’evento del 1997, quando si superarono i 100 millimetri complessivi e i 70 in un solo giorno. Un confronto che suggerisce che la frana non sia stata innescata da piogge eccezionali e che, in questo caso specifico, il ruolo dei cambiamenti climatici possa essere marginale.

Piuttosto, emerge la necessità di studi approfonditi su un’area caratterizzata da terreni sabbiosi e argillosi notoriamente instabili e, pertanto, da trattare come osservati speciali.
E mente sul campo si protrae l’impegno per ripristinare almeno le condizioni minime di vivibilità, guardando oltre la cornice si intravede la realtà. Quella in cui la frana di Niscemi non appare solo come un’emergenza contingente, ma come l’emblema di un dissesto idrogeologico strutturale che impone programmazione, prevenzione e scelte coraggiose, nel rispetto della sicurezza.

Schlein: “Utilizzare fondi del Ponte per gli aiuti”

Nella cittadina di 30mila abitanti è arrivata anche la leader del Pd Elly Schlein, accompagnata dal vicesegretario Peppe Provenzano. “Abbiamo chiesto di destinare un miliardo che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite. Ha detto la segretaria.


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