No Tav, la protesta perde slancio: in pochi alla manifestazione dopo gli scontri dei giorni scorsi
Dopo le tensioni della scorsa settimana, la mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa si è presentata oggi con numeri decisamente inferiori rispetto alle aspettative. Alla manifestazione hanno preso parte poche decine di attivisti, ben lontani dalla partecipazione registrata durante il corteo del Festival Alta Felicità, conclusosi con violenti scontri nei pressi del cantiere della Torino-Lione.
La giornata si è svolta sotto un imponente dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno presidiato i punti ritenuti più sensibili della valle, mentre i controlli sono stati intensificati agli accessi e lungo le principali vie di collegamento per impedire il ripetersi degli episodi che nei giorni scorsi avevano provocato il ferimento di numerosi appartenenti alle forze dell’ordine e ingenti danni alle recinzioni del cantiere.
Nei giorni precedenti la Prefettura di Torino aveva adottato specifiche misure di ordine pubblico, tra cui il divieto di campeggio nelle aree maggiormente interessate dalla protesta e limitazioni all’accesso nelle zone vicine ai lavori della linea ferroviaria ad alta velocità. Provvedimenti adottati per ridurre il rischio di nuove azioni contro il cantiere.
La manifestazione si è svolta senza particolari criticità e non si sono registrati tentativi organizzati di raggiungere le aree interdette né episodi di violenza paragonabili a quelli della settimana precedente. La presenza contenuta dei manifestanti è stata letta da diversi osservatori come un segnale di minore capacità di mobilitazione dopo gli scontri che hanno attirato dure critiche politiche e l’apertura di nuove indagini da parte della Procura di Torino.
Resta comunque alta l’attenzione delle istituzioni. Le attività investigative proseguono per individuare i responsabili delle violenze avvenute durante l’assalto al cantiere, mentre il dispositivo di sicurezza in Val di Susa continuerà a essere rafforzato anche nelle prossime settimane, considerato che il movimento ha già annunciato nuove iniziative di protesta contro la realizzazione della linea Torino-Lione.

Commenta Mino Giachino, SITAV SILAVORO: “Siamo soddisfatti del flop odierno della preannunciata iniziativa dei Centri sociali NOTAV , siamo soddisfatti che i valligiani che sono stati zitti per anni finalmente prendano coraggio a denunciare i danni di una lotta violenta e cieca, ma una domanda sugli scontri di sabato scorso non possiamo non porcela: “Come hanno potuto entrare nel nostro Paese tanti black block esteri?“
Per difendere la TAV Noi SITAV ci stiamo organizzando per scendere nuovamente in piazza il 27 settembre prossimo ma vorremmo che tutte le Istituzioni si convincessero che i ritardi nella costruzione dell’opera danneggiano la economia del Paese non creano i posti di lavoro così necessari, peggiorando la situazione sociale e determinano anche un forte aumento dei costi di realizzazione dell’opera . La TAV e’ un’opera di interesse strategico nazionale e il Governo, Giorgia Meloni in testa, e il Parlamento debbono fare di tutto per terminarla celermente”.
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE
Torna alle notizie in home