Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay: la forza del diritto contro le guerre
La giurista anti-apartheid che ferma le pretese di Trump
Il Premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navanethem “Navi” Pillay, la giurista sudafricana che ha fatto della giustizia il suo scudo contro le ingiustizie del mondo. Dalla sala di Oslo, l’annuncio del presidente del Comitato norvegese Jørgen Watne Frydnes suona come un manifesto: premiare la sua storia significa ribadire che il rispetto delle leggi e del diritto internazionale è l’arma più potente per fermare la violenza e la brutalità delle guerre.
Nelle ore immediatamente precedenti la comunicazione ufficiale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump era tornato a rivendicare pubblicamente la massima onorificenza dal Bureau Ovale, sostenendo che “nessuno nella storia avesse mai meritato il Nobel per la pace quanto lui” , anche per la sua azione diplomatica sul nucleare iraniano.
Navi Pillay, nata a Durban nel 1941, vanta un percorso straordinario interamente dedicato alla giustizia e alla parità dei diritti.
Le origini e i meriti
Di origini Tamil, nel 1967 ha segnato la storia come prima donna non bianca ad avviare uno studio legale nella sua provincia, assumendo la difesa degli attivisti impegnati contro l’apartheid in Sudafrica, per poi diventare la prima giudice non bianca dell’Alta Corte del Paese. A livello globale ha guidato le massime istituzioni giuridiche: è stata presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, dove ha firmato la storica sentenza che riconosce lo stupro come atto di genocidio, giudice della Corte Penale Internazionale (CPI) e, dal 2008 al 2014, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Oltre alla medaglia d’oro e al diploma ufficiale, il prestigioso riconoscimento garantisce a Navi Pillay una dotazione economica di 12 milioni di corone svedesi (pari a circa 1,2 milioni di dollari).
Il Nobel per la Pace
Rispettando la storica tradizione che differenzia il Nobel per la Pace da tutte le altre categorie assegnate in Svezia, la solenne cerimonia di premiazione si svolgerà nella cornice del Municipio di Oslo il prossimo 10 dicembre, giorno in cui ricorre l’anniversario della scomparsa del fondatore Alfred Nobel.
Subito dopo la notizia, circondata da giornalisti e colleghi, l’ex Alta Commissaria ONU per i diritti umani ha ammesso con stupore che il suo primo pensiero è stato: “Dev’essere uno scherzo”.
La battuta su Trump
E di fronte ai lunghi applausi della sala, la vincitrice del Premio Nobel per la pace ha risposto con una sferzante battuta rivolta al presidente statunitense: “Se applaudite un altro pochino, potrei persino spartire questo premio con Trump”.
Assegnando il riconoscimento a Navi Pillay, il Comitato di Oslo ha compiuto una scelta di rottura, preservando il valore supremo della legalità internazionale proprio nel momento di sua massima fragilità storica.
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