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Omicidio Regeni, la condanna senza colpevoli in carcere

Il verdetto finale porta stampata in calce una cambiale che nessuno al momento è in grado di incassare

di Giorgio Brescia -


Giustizia azzoppata: la sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni consacrerà l’impunità dell’Egitto.

Omicidio Regeni, l’attesa per la sentenza

L’imminente verdetto della Corte d’Assise di Roma sulla tortura e il delitto di Giulio Regeni non sarà una finzione, ma rischia di somigliare a una vittoria di Pirro. La Procura ha compiuto un miracolo giuridico radendo al suolo i depistaggi del Cairo, ma il verdetto finale porta stampata in calce una cambiale che nessuno al momento è in grado di incassare.

Qual è lo scotto che pagherà questa sentenza? E’ enorme e si misura su tre fronti apertissimi.

L’impunità di fatto dei boia

I quattro ufficiali della National Security condannati sulla carta non passeranno un solo minuto in una cella vera. Protetti dal regime di al-Sisi, continueranno la loro carriera al Cairo. L’Italia firma la condanna, l’Egitto firma la bolla di immunità.

L’impotenza della realpolitik

La vicenda mette in luce la complessa sfida dell’azione diplomatica, chiamata a coniugare la ferma pretesa di giustizia per un cittadino italiano con la gestione di equilibri geopolitici di primario interesse nazionale. In questi anni, l’impegno per l’accertamento della verità sul piano processuale si è affiancato alla necessità di preservare un canale di interlocuzione strategico con il Cairo, ritenuto fondamentale per le forniture energetiche, la stabilità regionale e la cooperazione sui flussi nel Mediterraneo.

La ferita per lo Stato di diritto

Dimostrare la colpevolezza degli apparati di uno Stato estero senza avere la possibilità di pretendere l’estradizione dei colpevoli trasforma la massima espressione della sovranità giudiziaria in un esercizio eticamente elevatissimo ma che lascia l’amaro in bocca specie ai familiari della vittima.

La verità processuale, conquistata a caro prezzo. La giustizia effettiva, invece, in ostaggio della ragion di Stato.

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