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Scoppia la polemica sul caso della sosta in divieto della vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone

L'interessata non solo si è scusata pubblicamente, ma si è addirittura offerta di pagare una sanzione. Peccato che, guarda un po', non le sia stata fatta mai alcuna multa

di Lino Sasso -


E’ diventato subito un caso quello della vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone finita nell’occhio del ciclone per la sua propensione al parcheggio selvaggio quando si reca in comune. L’episodio ha scatenato la polemica e c’è addirittura chi ritiene di difendere la vice di Vito Leccese nonostante ci sia un dato certo: la sua auto veniva parcheggiata puntualmente in divieto. Il posto auto incriminato, sito appena di fronte all’ingresso della casa comunale, è infatti contrassegnato dalle strisce gialle. E’ quindi riservato. E su questo non c’è margine di discussione. Quel che è ancora più grave è che parrebbe essere destinato ai disabili. L’uso del condizionale è d’obbligo, visto che c’è chi si è speso a difesa della Iacovone sostenendo che quel posteggio è sì riservato, ma non ai disabili. L’infrazione, quindi, vuole essere fatta passare come tutto sommato accettabile.

La difesa dell’indifendibile

Ad avventurarsi su questa impervia strada è stato Michele Laforgia, consigliere comunale a Bari e volto del movimento del quale la vicesindaca è espressione. E qui viene forse il meglio di questa assurda storia. L’associazione di Laforgia si chiama La Giusta Causa. Forse è uno scherzo del destino o l’ironia della sorte, ma di certo fa ridere che a prendere le parti di Giovanna Iacovone sia proprio il fondatore di una struttura dal nome eloquente. E ci si domanda legittimamente quale sia questa ‘giusta causa’ che scagionerebbe la vicesindaca. A spiegarlo è lo stesso Laforgia che si inerpica in una spiegazione del codice della strada. Le strisce segnaletiche che delimitano il posto sono quelle per disabili, ma il relativo cartello stradale assegnerebbe invece il parcheggio ‘solamente’ alla Polizia Locale. A questo punto l’avvocato barese da esponente de La Giusta Causa di trasforma in rappresentante delle cause perse. “Il Codice della Strada (art. 38, secondo comma) – spiega – dispone che la segnaletica verticale prevale su quella orizzontale”.

La vicesindaca ammette la violazione

Questo rende la violazione meno grave o addirittura inesistente? Perché in realtà la precisazione fa sorgere un altro dubbio. Anche ammesso che il parcheggio fosse riservato alla Polizia Locale e non ai disabili, anzi, forse a maggior ragione, come mai la vicesindaca non è mai stata multata? Si tratta in ogni caso di una violazione, come ha ammesso la stessa Iacovone che non solo si è scusata pubblicamente, ma si è addirittura offerta di pagare una sanzione. Peccato che, guarda un po’, per l’appunto, non le sia stata fatta mai alcuna multa.


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