Ora Biden ci ruba le imprese e il futuro

Tetto al contante contro piano straordinario per gli investimenti industriali. Innalzamento della soglia di utilizzo obbligatorio del Pos contro “build back better”. Il lato “a” della medaglia è l’Italia, in cui le opposte fazioni politiche si accapigliano su potenziali provvedimenti del governo Meloni che, nella migliore delle ipotesi, sono utili a raccattare qualche decina di milioni di euro. Il lato “b” è invece l’America di Biden, che si prepara a spendere nei prossimi anni qualcosa come 1500 miliardi di dollari per rendere gli Usa il più grande produttore al mondo di tecnologie per l’energia. Investimenti sotto forma di incentivi alle imprese, chiamate a delocalizzare la loro produzione. Un modello tipo il nostro “Industria 4.0”, per capirci, sotto forma di credito d’imposta rinforzato. Un miraggio per le company europee, che infatti hanno già ricalibrato le loro strategie. Come l’Enel, innalzata ad esempio di virtù dalla von der Leyen non più tardi di due mesi fa per aver costruito a Catania “la più grande fabbrica di fotovoltaico in Europa”. Ed in effetti è così. Peccato che il gruppo guidato da Starace realizzerà Catania-bis non in un’altra area della Sicilia, o del Sud. No, la fabbrica sorgerà in Texas, dove gli aiuti sono quattro volte superiori rispetto all’Italia, e alla stessa Europa. Che ora vuole correre ai ripari, per evitare di perdere terreno, imprese e mercato. E noi? Sì, il tetto, il Pos, gli evasori, quota 103…

Tetto al contante contro piano straordinario per gli investimenti industriali. Innalzamento della soglia di utilizzo obbligatorio del Pos contro “build back better”. Il lato “a” della medaglia è l’Italia, in cui le opposte fazioni politiche si accapigliano su potenziali provvedimenti del governo Meloni che, nella migliore delle ipotesi, sono utili a raccattare qualche decina di milioni di euro. Il lato “b” è invece l’America di Biden, che si prepara a spendere nei prossimi anni qualcosa come 1500 miliardi di dollari per rendere gli Usa il più grande produttore al mondo di tecnologie per l’energia. Investimenti sotto forma di incentivi alle imprese, chiamate a delocalizzare la loro produzione. Un modello tipo il nostro “Industria 4.0”, per capirci, sotto forma di credito d’imposta rinforzato. Un miraggio per le company europee, che infatti hanno già ricalibrato le loro strategie. Come l’Enel, innalzata ad esempio di virtù dalla von der Leyen non più tardi di due mesi fa per aver costruito a Catania “la più grande fabbrica di fotovoltaico in Europa”. Ed in effetti è così. Peccato che il gruppo guidato da Starace realizzerà Catania-bis non in un’altra area della Sicilia, o del Sud. No, la fabbrica sorgerà in Texas, dove gli aiuti sono quattro volte superiori rispetto all’Italia, e alla stessa Europa. Che ora vuole correre ai ripari, per evitare di perdere terreno, imprese e mercato. E noi? Sì, il tetto, il Pos, gli evasori, quota 103…

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