Papa Leone XIV dall’Africa: “Mondo devastato da una manciata di tiranni”
Parole molto dure quelle pronunciate da Papa Leone XIV durante il suo intervento nella Cattedrale di San Giuseppe, nel nord-ovest del Camerun, tappa significativa del suo viaggio apostolico in Africa.
Il messaggio del Papa dall’Africa e le tensioni con Trump
Il Pontefice ha condannato con forza ogni forma di strumentalizzazione della fede. “Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia”. Nel suo discorso ha poi aggiunto. “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali”.
Le dichiarazioni del Papa arrivano in un momento di tensione anche sul piano internazionale, dopo le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva criticato il Pontefice affermando che può esprimersi liberamente, ma dovrebbe considerare la durezza della realtà globale. Trump aveva dichiarato: “Il Papa deve capire che l’Iran ha ucciso più di 42.000 persone negli ultimi mesi. Erano manifestanti completamente disarmati. Questo è il mondo reale”, precisando comunque di non avere ostilità personale nei suoi confronti.
Al termine della cerimonia a Bamenda, Leone XIV ha compiuto un gesto simbolico. Ha liberato alcune colombe bianche, emblema di pace in una regione segnata da violenze e tensioni, che ha definito “una terra insanguinata ma fertile, che è stata maltrattata”. Successivamente, parlando all’aeroporto cittadino, ha denunciato lo sfruttamento del continente africano. La critica contro “coloro che, in nome del profitto, continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo”.
Il viaggio del Papa in Africa prosegue con una tappa a Douala, principale centro economico del Paese. Lì Leone celebrerà una grande messa migliaia di fedeli e incontrerà diverse realtà locali, tra cui un ospedale cattolico e l’università della capitale Yaoundé.
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