Papa Leone XIV: non sprecare «Tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza»
Ci sembra utile voler raccontare il significativo angelus di domenica scorsa, 18 gennaio. Infatti, il Santo Padre parlando alla folla dalla finestra del Palazzo Apostolico, si è soffermato sulla testimonianza di San Giovanni Battista. Poi ha pregato per la popolazione dell’est della Repubblica democratica del Congo in quanto ha detto che la popolazione è: «costretta a fuggire dal proprio Paese» per la guerra civile e la crisi umanitaria, Infine, ha anche ricordato la preghiera per l’unità dei cristiani che è cadente proprio in questa settimana, dal 18 al 25 gennaio appunto, affermando: «Le origini di questa iniziativa – ha evidenziato – risalgono a due secoli fa, e il Papa Leone XIII l’ha molto incoraggiata». Cento anni fa, per la prima volta, infatti, vennero pubblicati i “Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani”. «Il tema di quest’anno è tratto dalla Lettera agli Efesini. Tornando alla sua omelia domenicale diciamo che ha voluto invitare tutti noi che viviamo in un’era accelerata ed esasperata ad imparare dal Giovanni Battista, ossia a non sprecare dice il Pontefice :«tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza». Possiamo considerare attualissima tale affermazione perché invita ad andare verso l’essenza delle cose e non a vivere “sospesi”, nell’apparenza della nostra era. Quindi Leone XIV ha esortato tutti a guardare al cugino di Gesù con il fine di impegnarsi : «a mantenere vigile lo spirito, amando le cose semplici e le parole sincere», «vivendo con sobrietà e profondità di mente e di cuore», accontentandosi «del necessario». Parole importanti che risuonano in tutta la piazza e possono, anzi devono, far riflettere ognuno di noi, ormai distratti se non disorientati dal consumismo. La sincerità e la lealtà oltre che la spiritualità non vanno più di moda, mentre invece dovrebbero essere la guida nei rapporti tra gli individui, in quanto sono dei valori, che dovrebbero sempre orientare il cristiano in particolare, e le persone in generale, nella prospettiva di costruire una società più vivibile, vera e soprattutto autentica. Pertanto Prevost, sottolinea che «Giovanni riconosce in Gesù il Salvatore, ne proclama la divinità e la missione al popolo d’Israele – e ha aggiunto queste parole: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”». Da «uomo molto amato dalle folle, al punto da essere temuto dalle autorità di Gerusalemme», ha proseguito, «sarebbe stato facile per lui sfruttare questa fama», invece «non cede per nulla alla tentazione del successo e della popolarità». Davanti a Gesù egli «riconosce la propria piccolezza e fa spazio alla grandezza di Lui». Questo interpella con forza il modo di vivere di ciascuno, ha aggiunto il Papa, «infatti all’approvazione, al consenso, alla visibilità viene data spesso un’importanza eccessiva», «tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d’animo delle persone, da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazione effimeri, deludenti, imprigionanti». In realtà, come racconta la vita stessa di san Giovanni Battista, «non abbiamo bisogno di questi “surrogati di felicità”», ecco il monito di Leone XIV, perché: «la nostra gioia e la nostra grandezza non si fondano su illusioni passeggere di successo e di fama, ma sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli». È proprio l’amore «di cui ci parla Gesù» a cambiare il punto di vista sulla vita: «quello di un Dio che ancora oggi viene tra noi non a stupirci con effetti speciali», ma a «condividere la nostra fatica e a prendere su di sé i nostri pesi, rivelandoci chi siamo realmente e quanto valiamo ai suoi occhi». Per riconoscersi “amati” senza riserve, però, come ribadisce spesso il Vescovo di Roma, occorre imparare a incontrare il Signore con costanza, «trovando possibilmente ogni giorno un momento speciale, in cui fermarci in silenzio a pregare, riflettere, ascoltare, insomma a “fare deserto”» solo così potremmo un minimo recuperarci veramente, come umanità.
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