L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sport

Ancelotti: “Ecco perché ho detto no alla Nazionale italiana”

La gratitudine del tecnico di Reggiolo al Brasile: "Non è solo questione di contratto"

di Pietro Pertosa -


Il no di Carlo Ancelotti alla Nazionale di calcio italiana ha una ragione precisa: l’impegno col Brasile. E no, non c’entrano i contratti. Almeno secondo quanto il commissario tecnico della Seleçao ha spiegato in un’intervista rilasciata al network di Espn. È una questione di parola data e da rispettare, per l’allenatore di Reggiolo. Che pure era stato “sondato” dal duo Maldini-Leonardo prima di ufficializzare l’incarico ad Andrea Pirlo per l’Italia con tutte le conseguenze che ormai conosciamo. E che hanno portato al nemmeno troppo clamoroso ritorno di Roberto Mancini a Coverciano.

Ancelotti e il motivo del no alla Nazionale

Ancelotti ha motivato il suo no alla Nazionale italiana dicendosi grato nei confronti del Brasile. “Non è una questione di contratto; non è questo il motivo”, ha dichiarato l’allenatore ad Espn. «È perché ho un impegno nei confronti della Cbf e di questo Paese, perché questo Paese mi ha accolto così calorosamente durante questo primo anno. Voglio restare qui”. Ancelotti, dunque, ringrazia e rifiuta l’offerta della Figc: “E ho ringraziato la Federazione Italiana, naturalmente, ma voglio restare perché credo sia giusto e doveroso rimanere in un Paese che mi ha accolto così calorosamente, in un’istituzione che mi ha dato l’opportunità di lavorare”.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI SPORT

Carletto do Brasil

Ancelotti, anche volendo, non avrebbe potuto dire facilmente sì alla Nazionale italiana. Già, perché non appena si diffusero le voci e i boatos, la Cbf aveva subito chiesto alla Fifa di intervenire e minacciato di voler trascinare la Figc di fronte a ogni tribunale sportivo del pianeta pur di difendere l’intesa con l’allenatore. Che, prima del mondiale 2026 di Usa, Canada e Messico, aveva già rinnovato il contratto con la Seleçao. Fino al 2030. Fino, in pratica, al prossimo mondiale. Nella speranza che, al prossimo torneo, ci saremo anche noi. E che, dunque, Ancelotti e la nazionale italiana si possano incontrare. Da avversari, certo. Magari in finale.


Torna alle notizie in home