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Cronaca

“Nordio ti metto dentro una R4”: la scritta BR a Roma

Il richiamo minaccioso alla tragica fine di Aldo Moro in via Caetani. La dura reazione della premier Meloni

di Dave Hill Cirio -

"Nordio ti metto dentro una R4" con accanto una stella a cinque punte e la sigla Br. E' la scritta apparsa in via Portuense, a Roma, all'altezza del civico 473, non lontano dalla caserma dei carabinieri. Il riferimento è alla Renault 4 rossa nella quale fu ritrovato il corpo di Aldo Moro. Sul posto i carabinieri della compagnia Eur che stanno visionando le telecamere di zona e ascoltando testimoni.


“Nordio ti metto dentro una R4”: la minaccia firmata BR sui muri di Roma e le reazioni istituzionali.

La scritta contro Nordio

Una scritta intimidatoria con espliciti richiami agli anni di piombo e al terrorismo di sinistra è apparsa sui muri della Capitale, indicando come bersaglio diretto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

L’episodio ha immediatamente provocato la ferma condanna da parte delle istituzioni e dell’intero arco politico.

Cosa è accaduto e dove: il macabro richiamo al caso Moro

La scritta shock è comparsa in via Portuense, all’altezza del civico 473, nei pressi dell’ex ospedale Forlanini. Subito notata dai residenti della zona prima di essere segnalata alle forze dell’ordine.

A rendere particolarmente grave il messaggio, non solo la presenza del nome del Guardasigilli, ma la formula completa e la simbologia utilizzata.

“Nordio ti metto dentro una R4”, il testo. Una frase affiancata dalla classica stella a cinque punte e dalla sigla BR.

Il riferimento e minaccioso richiama direttamente la Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani il 9 maggio 1978. Vi venne rinvenuto il corpo senza vita dello statista della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia.

Sull’episodio sono in corso gli accertamenti e i rilievi da parte dei carabinieri e delle forze di polizia per risalire agli autori del gesto mediante l’analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona.

La reazione di Giorgia Meloni

A stretto giro, la dura presa di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso la condanna del governo rifiutando qualsiasi tentativo di intimidazione.

«Esprimo la mia piena solidarietà al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione – fa sapere la premier-. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Al ministro Nordio va la vicinanza mia personale e dell’intero governo».

Le altre reazioni

Oltre alla nota della premier Meloni, il messaggio di minaccia ha sollevato una vasta e unanime ondata di indignazione e attestazioni di vicinanza al ministro Nordio da parte dei più vari esponenti.

Luca Zaia, ex ministro ed ex presidente della Regione Veneto, ha definito le minacce “un fatto grave e vile” rivolto a un “uomo delle istituzioni, veneto autorevole e persona che conosco e stimo profondamente”.

Zaia ha sottolineato come colpire Nordio significhi tentare di intimidire chi ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato e alla difesa del rigore democratico fin dagli anni della magistratura.

Dal Veneto, anche Elisa Stefani, assessore regionale, che ha parlato di un’orrenda minaccia che “lascia attoniti e preoccupati, rappresentando la negazione della democrazia e della convivenza civile”.


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