Osteoporosi, a San Rossore il percorso di prevenzione che protegge ossa e autonomia
Dopo il successo della giornata del 16 aprile, la Casa di Cura San Rossore conferma il percorso dedicato alla prevenzione e alla diagnosi dell’osteoporosi con il secondo appuntamento, in programma il 16 maggio dalle 9 alle 13.
L’iniziativa porta l’attenzione su una patologia silenziosa e progressiva, capace di minare la salute dello scheletro e di aumentare in modo significativo il rischio di fratture nell’età matura e avanzata, nella donna e nell’uomo.
La medicina contemporanea guarda alla prevenzione perché l’allungamento della vita impone di riconoscere in anticipo le condizioni che possono compromettere autonomia e qualità della vita. L’osteoporosi procede spesso in modo poco evidente, fino a quando una frattura rende visibile ciò che si è consumato lentamente.
Il patrimonio scheletrico e la menopausa: parla il reumatologo Mazzantini
Il dottor Maurizio Mazzantini, reumatologo con esperienza specifica nella diagnosi e nel trattamento dell’osteoporosi e coordinatore del programma, spiega il valore decisivo della prevenzione. «A tutti noi è dato un patrimonio scheletrico, variabile da individuo a individuo ed in parte geneticamente determinato, che si perfeziona attorno ai 20 anni. Nelle donne la menopausa causa una perdita piuttosto rapida di osso, che si protrae per 5-7 anni in media. La prevenzione principale sta nella identificazione di chi ha per sua natura un patrimonio modesto e nella attuazione di una strategia farmacologica volta a impedire che l’osso si impoverisca ulteriormente. Per questo, tutte le donne al momento della menopausa devono eseguire una densitometria ossea. Solo con la densitometria si può sapere se il patrimonio scheletrico è sufficiente».
Alla Casa di Cura San Rossore il percorso può essere completato in una sola mattinata e prevede la densitometria ossea, MOC, eseguita dalla dottoressa Grazia Nebbiai, specialista in endocrinologia, impegnata nella prevenzione e nel monitoraggio delle patologie metaboliche e ossee. L’esame, a bassissima dose di raggi X, è considerato il gold standard per valutare la densità minerale ossea. Seguono esami del sangue mirati e una valutazione clinica specialistica, necessaria per conoscere la salute dell’osso, individuare precocemente il rischio di frattura e impostare strategie efficaci di prevenzione e cura.
Calcio, vitamina D e sole: la prevenzione osteoporosi comincia a tavola
Mazzantini ricorda che la protezione dello scheletro comincia molto prima del danno misurabile. «La prevenzione vera inizia molto prima e dura tutta la vita. Per dare al nostro assetto genetico la piena possibilità di realizzarsi, è necessario fornire all’organismo le giuste quantità di calcio con gli alimenti e sufficiente vitamina D tramite esposizione al sole o supplementazione farmacologica.
La vitamina D assicura un ottimale assorbimento intestinale di calcio e, quando il calcio manca, si forma osso di cattiva qualità. Calcio e vitamina D sono fondamentali a qualunque età. Il calcio è reperibile in latte, derivati e alcune acque minerali, mentre gli alimenti che contengono vitamina D sono pochi, grassi e di consumo meno frequente. Da qui deriva la necessità di esporsi al sole da aprile a ottobre e di assumere vitamina D in inverno».
Accanto alla nutrizione, l’attività fisica resta un presidio concreto. Il movimento contro gravità e contro resistenza aiuta a mantenere il patrimonio osseo, sostiene la salute cardiovascolare e rafforza l’assetto muscolare. «Se vogliamo curare lo scheletro, dobbiamo curare muscoli, equilibrio e nutrizione», aggiunge Mazzantini.
Fra i fattori di rischio rientrano la familiarità, l’età avanzata, la menopausa precoce, specie chirurgica o indotta da farmaci, il fumo, il basso peso corporeo, l’assunzione prolungata di cortisonici, la sedentarietà, le artriti croniche e le patologie neurologiche con ridotta mobilità. «Troppo spesso questi fattori di rischio sono sottovalutati, e il sistema sanitario fatica ancora a intercettare i soggetti a rischio con vera efficacia e tempistica», conclude il dottor Mazzantini.
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