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Dopo il razzo sulla Luna, si schiantano pure le azioni SpaceX

Dopo il tonfo del missile, quello dei titoli: -12% al Nasdaq, l'Ipo di Musk è già un flop?

di Martino Tursi -


Si schianta SpaceX e no, non è solo il razzo che, as usual quando si parla della società spaziale di Elon Musk, è precipitosamente rovinato sulla Luna. No, il tonfo che fa più male a Elon Musk è quello del titolo di SpaceX che, nonostante una trimestrale che ha riportato ottimi risultati, ha perso addirittura il 12 per cento al Nasdaq. Uno schianto, vero e proprio. Che rimette al centro del dibattito economico globale il tema dell’intelligenza artificiale. Sarà vera gloria? I mercati, per ora, scommettono contro. Almeno, lo fanno contro Musk che ha investito fin troppo, secondo gli analisti finanziari, sull’Ai.

Non solo il razzo sulla Luna: lo schianto di SpaceX in Borsa

Quando aumentano le spese, e quando lo fanno alla velocità di un razzo che corre verso lo Spazio, giocoforza c’è da attendersi lo schianto e non solo sulla Luna. Ma in Borsa. Dai dati della trimestrale è emerso che sono aumentate a ben 18,4 miliardi di dollari (pari a sei volte tanto non fossero prima) le spese in conto capitale per l’Ai da parte della conglomerata cara all’ex migliore amico di Donald Trump. I mercati, agli spendaccioni, credono poco. E così s’è scatenata la corsa a vendere i titoli dell’azienda. Che adesso valgono (molto) meno rispetto a prima.

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Fu vera gloria la maxi Ipo di Musk?

Il prezzo fissato all’Ipo, all’atto della collocazione in borsa dei titoli di SpaceX, fu di 135 dollari ad azione. I mercati, a giugno scorso, si galvanizzarono. Il valore dei titoli raggiunse in breve un valore che portò il prezzo delle azioni sulla soglia dei duecento dollari. Da lì in poi, una continua discesa. Non meno rovinosa di quella, a 8.700 kilometri l’ora, del razzo SpaceX che s’è schiantato sul nostro satellite provocando un cratere di ventisette metri di diametro. Oggi, infatti, quei titoli valgono “appena” 125 dollari l’uno. Non siamo al crac, chiaramente. Ma non sbaglierebbe chi già da ora iniziasse a parlare di flop.


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