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Economia

Rinnovo frequenze: la grande “partita” delle tlc

Senza gara, costerebbe allo Stato circa 4 miliardi di euro di mancati incassi. Un vuoto che la Ragioneria dello Stato guarda con estremo sospetto

di Angelo Vitale -


La scadenza del 31 dicembre 2029 per i preziosi lotti a 900 e 1800 MHz: il rinnovo frequenze è diventata la nuova “trincea politica” delle tlc.

Frequenze tlc, la grande “partita”

In palio non c’è solo il rinnovo frequenze, ma l’assetto industriale del Paese fino al 2040 e la sostenibilità di un settore in crisi profonda.

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Iliad, lo “sfidante”

Al centro dello scontro Iliad, nel ruolo di sfidante sistemico. Denunciando una dotazione di spettro tra le più sbilanciate d’Europa — ferma al 12% contro il 30% circa dei rivali — la compagnia francese preme per un riequilibrio radicale tramite il piano “Più Veloci”.

La sua proposta è un modello “give-and-take”. Gli operatori storici cederebbero quote nelle bande basse in cambio di nuova capacità sulla banda 2,3 GHz.

Come fiche politica, Iliad si impegna a coprire il 99% della popolazione con tecnologia 5G standalone – il vero 5G – entro sei anni. Ciò, a patto che vengano innalzati i limiti elettromagnetici a 61 V/m per rendere fruibile tale capacità.

Dall’altra parte della barricata, TimM, Vodafone/Fastweb e WindTre fanno asse comune.

Gli ex incumbent, con ricavi di settore in calo del 27% rispetto al 2012, chiedono il “modello francese”: un rinnovo delle licenze fino al 2037 senza passare per un’asta competitiva.

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Una tesi netta

La tesi è netta: un nuovo salasso economico simile ai 6,5 miliardi spesi per l’asta 5G del 2018 darebbe il colpo di grazia ai bilanci, bloccando gli investimenti infrastrutturali.

Chi tiene in mano il dossier?

Il dossier è ora nelle mani dell’Agcom, che ha fatto slittare la decisione finale al 29 luglio 2026. L’Autorità sembra orientata verso una proroga legata a stretti controlli biennali sugli investimenti, ma la scelta finale spetterà al governo.

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Sullo sfondo resta il nodo economico. Un rinnovo senza gara costerebbe allo Stato circa 4 miliardi di euro di mancati incassi. Un vuoto che la Ragioneria dello Stato guarda con estremo sospetto.


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