Rivolta contro Salvini: “Torni la Lega Nord”. Parte la raccolta firme per il Congresso
Un Congresso federale dopo nove anni e il ritorno del simbolo della Lega Nord. Ma, soprattutto, la costruzione di una linea politica alternativa a quella impressa da Matteo Salvini contro il quale è partita una vera e propria rivolta. La sfida al segretario porta la firma di Gianluca Pini, ex parlamentare leghista, deciso a riaprire una partita che sembrava ormai consegnata alla storia del Carroccio. L’obiettivo è convocare il Congresso federale della Lega Nord e sottrarre il vecchio partito al controllo del salviniano Igor Iezzi. Un’iniziativa che in pochi giorni, secondo quanto riferisce lo stesso Pini, avrebbe già raccolto numerose adesioni. “Siamo a oltre 200 firme in pochi giorni, e ora che la notizia è deflagrata non potranno che aumentare rapidamente”, sostiene l’ex deputato. La parola d’ordine è tornare alle origini, recuperando il vecchio simbolo.
La risposta della Lega: “C’è chi lavora e chi pensa alle poltrone”
La reazione della Lega non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso fonti del partito. Toni durissimi, che mostrano come si voglia bloccare sul nascere la manovra eversiva. L’entourage di Salvini esprime “sorpresa” per chi oggi reclama un Congresso per il ritorno alla Lega Nord. L’accusa è esplicita: “Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona”. Il partito contrappone all’iniziativa di Pini la propria presenza sul territorio e l’attività politica della Lega di oggi. Oltre 500 sindaci, governatori, migliaia di amministratori locali, eletti, militanti e iscritti in tutta Italia, si sottolinea. Da una parte, secondo la ricostruzione salviniana, ci sarebbe dunque “una Lega che lavora”. Dall’altra chi “passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio”.
Pini prende le distanze dalla fronda dei governatori
L’ex parlamentare tiene però a separare nettamente la sua iniziativa dal malcontento nordista che negli ultimi tempi ha attraversato una parte della Lega e che guarda soprattutto agli amministratori e ai governatori del Nord. “È un’operazione dei militanti, non ci sono big in mezzo, non sono stati contattati né informati”, precisa Pini. Il bersaglio resta la gestione salviniana del partito e, in particolare, quella della vecchia struttura della Lega Nord: “Sono i militanti della Lega che non riescono a fare attività politica perché bloccati da Salvini e dal suo commissario Iezzi”. Per Pini lo scopo immediato è uno solo: ottenere la convocazione del Congresso della Lega Nord. Sarà eventualmente quella sede a decidere leadership, linea politica e futuro del movimento.
La vecchia Lega torna a bussare alla porta di Salvini
La raccolta firme apre così un nuovo fronte proprio mentre il partito si prepara alla tradizionale manifestazione di Pontida. Il tentativo di riportare in vita politicamente la Lega Nord intercetta una questione che accompagna da anni il Carroccio: il rapporto tra le sue radici autonomiste e federaliste settentrionali e la trasformazione in partito nazionale realizzata sotto la guida di Salvini. Che non è disposto a mettere in nessun caso in discussionee quella che considera un’evoluzione nella storia della Lega. In questo modo la battaglia sul vecchio simbolo del Carroccio rischia di trasformarsi anche in una battaglia sull’identità del partito.
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