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Cronaca

Roma, il supermarket della droga nei palazzi popolari: sette arresti e oltre 500 dosi sequestrate

Da Tor Bella Monaca a Ponte di Nona, fino alla stazione Tiburtina: blitz dei “falchi” della Squadra Mobile contro le piazze dello spaccio

di Enzo Ricci -


Ascensori trasformati in depositi di droga, ballatoi usati come corsie di consegna e vedette a presidiare le piazze dello spaccio. È uno spaccato inquietante quello emerso dagli ultimi interventi dei “falchi” della Polizia di Stato a Roma, conclusi con sette arresti e il sequestro di oltre 500 dosi di stupefacenti tra cocaina, hashish e shaboo. L’operazione più importante ha colpito il cuore del cosiddetto “ferro di cavallo” di Tor Bella Monaca, da anni considerato una delle principali centrali dello spaccio della Capitale. Qui gli investigatori della VI Sezione della Squadra Mobile hanno individuato un presunto sistema di vendita organizzato da due giovani albanesi, che avrebbero gestito una sorta di doppio sportello della droga, indirizzando i clienti in base alle richieste e consegnando le dosi sui ballatoi in cambio di contanti.

A tradirli sarebbe stato il continuo andirivieni di uno dei due verso l’ascensore del palazzo. All’interno della cabina gli agenti hanno scoperto il vero deposito della piazza: 261 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 180 grammi. Altre 63 dosi, confezionate in involucri di colori diversi, erano custodite nel borsello di uno degli indagati. Sequestrati anche hashish e 425 euro in contanti. Per entrambi sono scattate le manette.

I borselli trasformati in “banconi tascabili”

Sempre a Tor Bella Monaca, questa volta in via dell’Archeologia, i “falchi” hanno individuato altre due presunte postazioni di vendita. Nel primo caso un 53enne avrebbe utilizzato un semplice borsello come “bancone tascabile” per distribuire le dosi ai clienti, conservando gli incassi nella tasca del giubbotto. Il bilancio del sequestro parla di 104 involucri di cocaina, per oltre 40 grammi, e 140 euro in denaro contante. Poco distante è finito nei guai anche un 28enne tunisino. Gli investigatori hanno scoperto che nascondeva 42 dosi di cocaina, pari a circa 20 grammi, all’interno della cintura degli slip. Addosso aveva anche 360 euro, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Anche per lui è scattato l’arresto.

La rotta ferroviaria dello shaboo

Non solo piazze di quartiere. La droga viaggiava anche sui binari. Nei pressi del binario 16 della stazione Tiburtina, gli agenti hanno fermato un 29enne nigeriano appena arrivato da Torino. L’uomo avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori a causa del suo atteggiamento particolarmente nervoso. La perquisizione dello zaino ha portato alla scoperta di 37 grammi di shaboo, una metanfetamina in cristalli particolarmente diffusa nei circuiti del narcotraffico asiatico. Lo stupefacente era nascosto in una tasca interna del bagaglio.

Ponte di Nona, vedette inutili contro il blitz

L’ultima fase dell’operazione si è concentrata tra via Aldo Capitini e via Alberto Luthuli, nel quartiere di Ponte di Nona. Qui due distinti interventi hanno portato all’arresto di altrettanti presunti pusher. Il primo ha tentato di liberarsi della droga gettando a terra 18 dosi di cocaina, mentre altre sei sono state recuperate all’interno di un calzino. Il secondo nascondeva invece 13 involucri di cocaina nelle tasche insieme a 45 euro in banconote di piccolo taglio, ancora accartocciate dopo gli scambi.

Dall’ascensore ai binari, la geografia dello spaccio

Dai palazzi popolari di Tor Bella Monaca alle strade di Ponte di Nona, fino alla stazione Tiburtina, il quadro ricostruito dagli investigatori racconta una rete di spaccio capillare, capace di adattarsi ai controlli utilizzando nascondigli sempre diversi come ascensori, borselli, indumenti e persino i collegamenti ferroviari. Tutti e sette gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria. Un nuovo colpo alle piazze della droga del quadrante est della Capitale, dove il mercato degli stupefacenti continua a reinventarsi per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.

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