A teatro… con gli occhi bendati
Succede al torinese “Spazio Kairòs”, in scena l’“Antigone” del “Teatro della Juta”. E “lezioni-spettacolo”, ricordando Petrolini, Fo e De Filippo
Da sabato 7 novembre

Sembra un paradosso. Andare a teatro e assistere allo spettacolo … bendati! Eppure succede, se lo spettacolo vuole essere “spettacolo sensoriale che azzera le distanze tra vedenti e non vedenti”. Nobile idea. Sicuramente da assecondare! Basta recarsi, sabato 7 novembre (dalle 19 alle 21,30), allo “Spazio Kairòs” – ex fabbrica riconvertita in teatro – di via Mottalciata 7, tra Barriera di Milano e Aurora, a Torino per “toccare con mano” quanto veramente sembra sfidare tutti i consueti canoni della visione scenica. In quell’ormai noto “Circolo Arci con un teatro dentro” entrerà infatti nel vivo, il prossimo sabato, la nuova stagione teatrale “Supernove”, curata dalla Compagnia di casa “Onda Larsen”, con la mise en scène (rivista e corretta) della sofocliana “Antigone”, la nuova produzione firmata “Teatro della Juta / Commedia Community” di Arquata Scrivia (Alessandria).
Il titolo rappresenta il terzo capitolo de “I Teatri della Mente”, un “format” di “spettacoli sensoriali” concepito per un pubblico di 50 spettatori a replica, chiamati a vivere, per l’appunto, l’esperienza teatrale “completamente bendati”. E questo, fin dall’ingresso in sala, dove vengono fatti accomodare al centro dello spazio scenico, in cui gli attori recitano muovendosi direttamente attorno e in mezzo a loro. Privati del canale visivo, i presenti vengono immediatamente trasportati nel cuore dell’azione drammatica attraverso la “voce dei performer”, le “sollecitazioni olfattive” e le “suggestive architetture sonore”. Scritto e diretto da Luca Zilovich, con i “paesaggi sonori e olfattivi” curati da Enzo Ventriglia, l’allestimento vede in scena Martina Dal Piva, Clelia Gavazzi, Giulia Mainoe lo stesso Luca Zilovich. La drammaturgia ripercorre la celebre vicenda tragica di Antigone, (narrata da Sofocle e rappresentata per la prima volta nel 442 a. C.) che si ribella al potere costituito per dare sepoltura al fratello Polinice contro il divieto espresso dal re di Tebe, Creonte. Una scelta di disobbedienza morale che ne decreterà la condanna ad essere murata viva in una grotta. “In cinquanta minuti – sottolineano gli organizzatori- il lavoro fa immergere il pubblico in un intenso viaggio emotivo capace di rispecchiare le profonde tensioni della società contemporanea”.
L’opera trae origine dalla volontà di mettere in atto un “preciso percorso di accessibilità al teatro”intrapreso dalla “Compagnia Teatro della Juta”, nato con “l’intento di azzerare le barriere percepite e mettere sullo stesso piano ideale e sensoriale spettatori vedenti e non vedenti”.

Idea nobile, s’è già detto, e di grande interesse.
Come può dirsi, sempre restando in casa “Spazio Kairòs”, del progetto “Teatro Proiettato”, nuovamente a cura di “Onda Larsen” e che prenderà il via il prossimo giovedì 12 novembre, con l’intento di riscoprire i grandi Maestri del “Teatro Novecentesco” attraverso la proiezione dei capolavori del passato e l’approfondimento critico guidato da un docente dell’Università di Torino, Armando Petrini professore al “DAMS”, in un percorso che mira a mettere insieme il “grande schermo” e il “palcoscenico”. Petrini accompagnerà il pubblico in un percorso dinamico “in cui le preziose testimonianze video d’epoca saranno costantemente intervallate e arricchite da commenti dal vivo, offrendo una chiave di lettura originale per svelare i meccanismi segreti della risata e l’evoluzione dell’arte dell’attore”. Si parte giovedì 12 novembre (alle 19,30) con il primo appuntamento intitolato “Ettore Petrolini – La maschera e il grottesco”. Tra irriverenza, parodia e nonsense, l’incontro esplorerà le radici del teatro comico d’attore “attraverso la figura di un interprete modernissimo”. Il percorso prosegue venerdì 20 novembre, sempre alle 19,30, con la lezione “Dario Fo – Il giullare contemporaneo”, incentrata “sull’uso di corpo, voce e satira come strumenti per rovesciare il presente”. Il trittico si concluderà giovedì 3 dicembre, ancora alle 19,30, con “Eduardo De Filippo – Una risata amara”, una riflessione su come il comico diventi “lente d’ingrandimento per indagare le fragilità umane, intrecciando ironia e dramma”. Per questi tre appuntamenti, il costo è di 5 Euro ad ingresso.
A completare la programmazione si inseriscono gli appuntamenti ad ingresso libero dedicati al“Teatro internazionale del secondo Novecento”, tenuti dal docente Leonardo Mancini insieme agli studenti del “Corso di laurea in Studi Umanistici”. Gli incontri si terranno nelle giornate di sabato 21 novembre, venerdì 27 novembre e venerdì 11 dicembre, sempre nella fascia oraria dalle 15 alle 17, offrendo uno sguardo d’insieme indispensabile per comprendere “le grandi trasformazioni teatrali del secolo scorso”.
Per info: “Spazio Kairòs”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org
g.m.
Nelle foto: “Antigone”; Sala “Spazio Kairòs” e “Onda Larsen”
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