Paraguay, cade Pena: ai domiciliari nel giorno del collasso, Alliana giura da presidente
Promessi ristori ai cittadini colpiti dalla crisi finanziaria
La parabola di Santiago Pena si è consumata nel giro di una sola giornata. Al mattino presidente della Repubblica, poche ore dopo ex capo dello Stato destituito dal Senato e sottoposto agli arresti domiciliari. L’aula parlamentare ha votato all’unanimità la sua rimozione per “cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni”, individuando nel caso della Ueno Bank il punto di rottura di una crisi che da settimane scuote il Paraguay. Un voto devastante sul piano politico, che certifica la perdita di ogni sostegno istituzionale attorno a Peña.
Il crac bancario che ha travolto il governo
Dietro la caduta del presidente c’è l’onda lunga del disastro finanziario che ha investito il gruppo bancario, vicenda diventata rapidamente una questione nazionale. Migliaia di risparmiatori si sono ritrovati nel mezzo dell’incertezza, mentre opposizioni e settori della stessa maggioranza hanno iniziato a puntare il dito contro il governo per presunte responsabilità nella gestione della crisi. La pressione politica è cresciuta fino a trasformarsi in una vera resa dei conti parlamentare. La vicenda non riguarda più soltanto una banca, perché ha finito per mettere sotto accusa l’intero sistema di relazioni tra finanza, politica e apparati statali, aprendo interrogativi pesanti sulla trasparenza delle istituzioni del Paese.
Le accuse della procura
A rendere ancora più drammatica la situazione è l’intervento della magistratura. Il procuratore Silvia Margarita Gonzalez Vester ha confermato che Pena rimarrà in custodia presso la propria abitazione e sarà interrogato dalla procura con accuse che comprendono abuso d’ufficio, traffico di influenze e gestione orientata al profitto personale. Per l’ex presidente si apre così un doppio fronte: quello politico, già compromesso dalla destituzione, e quello giudiziario, che potrebbe riservare conseguenze ancora più gravi.
Alliana giura e promette: “Non vi lasceremo soli”
A raccogliere le redini del Paese è stato il vicepresidente Pedro Alliana, 52 anni, che ha prestato giuramento davanti al Senato assumendo immediatamente la guida della nazione. Nel suo primo intervento da presidente ha cercato di parlare soprattutto ai cittadini colpiti dal caos finanziario: “Tutti i cittadini che stanno attraversando una situazione molto difficile a causa del caos finanziario saranno pienamente risarciti. Non li lasceremo soli”. Parole che puntano a rassicurare un Paese scosso dalla sfiducia e dalla paura per il destino dei risparmi.
Un terremoto che va oltre Pena
La caduta di Santiago Pena è il simbolo di una crisi che ha colpito il cuore dello Stato. In Paraguay oggi non è sotto processo soltanto un ex capo di Stato. Sotto esame si trova un intero sistema di potere che, nel giro di poche settimane, è passato dalla promessa di stabilità al sospetto, dal consenso al collasso. La vera partita Asuncion non riguarda più il destino di un uomo, ma la credibilità stessa delle sue istituzioni.
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