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Esteri

Rubio demolisce Cuba: “Il regime è un disastro”

L'esplicito riferimento al Venezuela sottolinea come la sua gestione continui a sposare appieno e a rilanciare la linea trumpiana sull'area caraibica e sudamericana

di Angelo Vitale -

Marco Rubio


Rubio da Bogotà demolisce L’Avana: “Cuba è un disastro, finito il petrolio dal Venezuela”. Nel corso della sua visita ufficiale in Colombia — tappa chiave per coordinare la cooperazione regionale in materia di sicurezza e flussi migratori — il Segretario di Stato americano ha sferrato un duro affondo contro il governo cubano.

Rubio su Cuba: Un disastro

Rispondendo alle domande dei cronisti sulla crisi energetica ed economica che sta mettendo in ginocchio l’isola caraibica, il capo della diplomazia di Washington ha bollato la situazione senza mezzi termini.

“Se Cuba è un disastro umanitario, è perché il loro governo, il loro regime, è un disastro. Il modello economico che seguono non funziona”.

Il crollo della rete elettrica e il nodo del greggio

Secondo Rubio, il collasso delle infrastrutture dell’isola non è un fenomeno recente o improvviso, ma il risultato di anni di mancati investimenti a vantaggio della nomenklatura locale.

“Hanno sottratto denaro per costruire hotel e riempirsi le tasche”. Tuttavia, il fattore scatenante dell’attuale paralisi energetica risiede nella fine delle forniture agevolate da parte di Caracas.

“La ragione principale della crisi è che il Venezuela non cede più il proprio petrolio gratuitamente”, ha spiegato il Segretario di Stato. E ricordato come L’Avana utilizzasse il greggio venezuelano non solo per il 30% del proprio fabbisogno interno, ma ne rivendesse la parte restante sul mercato internazionale per incassare valuta pregiata.

La continuità con la dottrina Trump in America Latina

L’esplicito riferimento al Venezuela sottolinea come la gestione Rubio continui a sposare appieno e a rilanciare la linea trumpiana sull’area caraibica e sudamericana.

L’asse Caracas-L’Avana resta il bersaglio strategico prioritario di Washington, che punta a recidere definitivamente la rete di sostegni reciproci tra i due regimi per accelerarne l’isolamento politico ed economico.

Respinta ogni accusa di blocco sui beni di prima necessità — “Noi abbiamo offerto 100 milioni di dollari in aiuti umanitari, nessuno ne impedisce l’arrivo” —, Rubio ha chiuso la sua dichiarazione con un avvertimento dal chiaro sapore geopolitico.

“Prima che questa amministrazione termini il suo mandato, Cuba si troverà su un percorso irreversibile verso un futuro molto diverso”.

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