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Politica

Carburanti, Salvini mette pressione su Palazzo Chigi: “Proroga al 10 settembre, ma gli autonomi non possono restare fuori”

La maggioranza rincorre i prezzi alla pompa mentre il Paese paga il conto. La proroga è un cerotto su una ferita che si allarga

di Ernesto Ferrante -


La mini‑proroga del taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, annunciata da Matteo Salvini su Rete4, è il segnale più evidente di un esecutivo che non riesce più a tenere il passo dei prezzi alla pompa. Lo sconto sarà valido fino al 10 settembre, grazie all’extragettito Iva di agosto. Ma la verità è che il governo ha finito le cartucce. Ogni giorno di proroga costa 10 milioni di euro, e in sei mesi la spesa pubblica ha superato i 2 miliardi. La misura, nata come risposta d’emergenza alla crisi nello Stretto di Hormuz, è diventata un meccanismo di sopravvivenza politica. E ora mostra tutti i suoi limiti.

Prezzi fuori controllo: il Paese viaggia sopra i 2 euro

Mentre la maggioranza discute, gli italiani fanno i conti con un pieno che è tornato a pesare come nel 2022. Le rilevazioni del Mimit e di Staffetta Quotidiana confermano che il gasolio oscilla tra 2,11 e 2,15 euro al litro, la benzina attorno ai 2 euro, con punte autostradali oltre i 2,18 euro. Le associazioni dei consumatori parlano di una stangata da 1,8 miliardi solo tra luglio e agosto. Il malcontento è palpabile.

Palazzo Chigi prepara la svolta: arrivano misure selettive

La proroga al 10 settembre potrebbe essere l’ultima. Palazzo Chigi vuole chiudere la stagione degli interventi generalizzati e aprire quella dei provvedimenti “mirati”. Sul tavolo ci sono: aiuti specifici all’autotrasporto, un bonus carburante in busta paga tramite fringe benefit, sostegni ai redditi più bassi. Una strategia che punta a ridurre la spesa pubblica e a concentrare le risorse dove l’impatto dei rincari è più pesante. Ma che rischia di aprire un fronte politico interno alla maggioranza.

La Lega spinge: “Dentro anche partite Iva e autonomi”

Salvini non accetta una misura che escluda lavoratori autonomi, artigiani, agricoltori, pescatori, agenti di commercio. “Escludere le partite Iva sarebbe un errore clamoroso”, attacca. E boccia il criterio dell’Isee: “Così si taglia fuori una gran parte della popolazione. I contributi finiscono sempre ai soliti”. Il Carroccio vuole un intervento più ampio, più costoso e più popolare. Una linea che collide con la prudenza di Palazzo Chigi, preoccupato per i conti pubblici e per un autunno che si annuncia complicato.

Il prezzo della benzina come termometro del consenso

Il governo deve scegliere se continuare a inseguire i prezzi con proroghe che drenano miliardi, oppure varare un piano strutturale che inevitabilmente scontenterà qualcuno. In mezzo, c’è un Paese che viaggia sopra i 2 euro al litro e che vede nel prezzo alla pompa un indicatore immediato della capacità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di proteggere i redditi. Le mini proroghe non risolvono nulla. Sono solo un altro giro di giostra in una crisi che sta diventando politica, oltre che economica. E che rischia di esplodere quando il governo dovrà finalmente decidere chi aiutare e chi lasciare fuori.

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