Il record è raggiunto. L’autunno sarà il vero esame per Meloni
Il record è raggiunto. Adesso viene la parte difficile: dimostrare che quattro anni di stabilità servono a cambiare davvero il Paese. Domani, a Bari, Giorgia Meloni festeggerà il governo più longevo della storia repubblicana.
Una celebrazione importante, l’occasione per mettere in fila quello che il governo considera un bilancio positivo e, soprattutto, per indicare la rotta dei prossimi mesi. Fratelli d’Italia arriva all’appuntamento con un dossier di 26 pagine che parla di occupazione, famiglie, tasse, sicurezza, sanità, scuola e sport. Sul lavoro il dato rivendicato è quello di oltre un milione di occupati in più dall’inizio della legislatura, con la disoccupazione scesa ai livelli più bassi degli ultimi anni.
Un governo che festeggia quattro anni non può però limitarsi a guardare nello specchietto retrovisore. Perché il vero banco di prova comincia adesso. L’autunno sarà tutt’altro che semplice: economia e costo della vita, energia, fisco, sicurezza, immigrazione. E poi la sanità, le riforme, gli investimenti e la necessità di trasformare la stabilità politica in crescita concreta. Meloni avrà dunque un doppio compito.
Rivendicare i risultati, senza trasformare il record in un’autocertificazione e spiegare agli italiani che cosa vuole fare da qui alla fine della legislatura. Quattro anni senza crisi di governo sono certamente un fatto politico in un Paese abituato all’instabilità, anche se la stabilità è un mezzo, non un risultato e la domanda che conta davvero per gli italiani è molto più terra terra: questa stabilità cosa ha cambiato nella loro vita e cosa cambierà nei prossimi mesi? Mentre l’opposizione continuerà a contestare i risultati del governo, Meloni dovrà parlare soprattutto del futuro. Dovrà dire se vuole accelerare sulle tasse – che è una priorità assoluta – sulla sicurezza, sull’energia, sulla competitività delle imprese e sul sostegno alle famiglie. Insomma, domani non basterà dire: “Siamo ancora qui”. Dopo quattro anni, la vera sfida è dire dove vogliamo andare.
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