Sciopero della scuola oggi e domani: protesta per Invalsi e stipendi
Flash mob a Napoli del personale Ata della scuola che, mostrando portafogli vuoti, hanno voluto esprimere il disagio della categoria per stipendi inadeguati rispetto al costo della vita, 3 settembre 2025. ANSA/CIRO FUSCO
Due giornate di sciopero interessano il mondo della scuola: oggi e domani, il 6 e 7 maggio, con il coinvolgimento di dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo. La mobilitazione, proclamata da diverse sigle sindacali, rischia di provocare disagi nello svolgimento delle lezioni e delle attività didattiche in molti istituti italiani.
L’agitazione nasce da rivendicazioni differenti, ma accomunate da una forte critica all’attuale sistema scolastico e alle recenti scelte politiche. Tra i promotori principali ci sono Cobas Scuola e USB Pubblico Impiego, che hanno indetto lo sciopero per entrambe le giornate, estendendolo a tutto il personale del comparto istruzione. In Sardegna aderiscono anche altre sigle locali e autonome, ampliando ulteriormente la partecipazione.
Sciopero oggi e domani: la protesta della scuola
Uno dei punti centrali della protesta riguarda il rifiuto delle prove INVALSI, attualmente in corso. I sindacati le considerano strumenti inefficaci, accusandole di non valutare realmente le competenze degli studenti e di influenzare negativamente la didattica, orientandola verso una preparazione mirata ai test piuttosto che a un apprendimento più completo.
Accanto a questo tema, le organizzazioni sindacali chiedono un significativo aumento degli stipendi, con l’obiettivo di recuperare almeno il 30% del potere d’acquisto perso negli ultimi anni. Tra le altre richieste figurano il ritiro della riforma degli istituti tecnici, la stabilizzazione dei lavoratori precari e una revisione delle nuove linee guida previste per il 2025, contestate soprattutto per il loro impatto sulla funzione docente.
Un ulteriore elemento di scontro è rappresentato dall’autonomia differenziata, ritenuta dai sindacati una misura che rischia di aumentare le disuguaglianze territoriali, incidendo sull’uniformità dell’offerta formativa e sull’accesso ai diritti fondamentali.
Alla mobilitazione generale si affiancano iniziative specifiche: il 6 maggio è previsto uno sciopero breve promosso da CUB SUR e SGB, rivolto ai docenti della scuola primaria, con invito ad astenersi dalle attività legate alle prove Invalsi. Il giorno successivo, 7 maggio, si uniscono alla protesta anche FLC CGIL e altre sigle, estendendo l’invito alla partecipazione anche agli insegnanti delle scuole secondarie, inclusi i licei.
Torna alle notizie in home