Scomparsa di Leonid Kravchuk: chi era l’ex presidente ucraino

Numerosi da Kiev i messaggi di cordoglio. Zelensky: “Voleva la pace e sono sicuro che noi la realizzeremo”

“Da bambino sopravvisse alla Seconda Guerra mondiale e all’occupazione. Conosceva il costo della libertà. Con tutto il suo cuore voleva la pace per l’Ucraina e sono sicuro che noi la realizzeremo”. Così Volodymyr Zelensky, che ha ricordato nel corso di un suo recente intervento il suo predecessore, scomparso dopo una lunga malattia, il 10 maggio, all’età di 88 anni.

Leonid Kravchuk, che si autodefiniva socialista e nazionalista ucraino di sinistra, era divenuto presidente dell’Ucraina nel 1989 ed anche grazie alla sua proverbiale furbizia – era soprannominato “la volpe” – era riuscito a condurre il suo Paese negli anni difficili della transizione seguiti alla dissoluzione dell’URSS, sancita dall’accordo sottoscritto da Kravchuk stesso e da Boris Eltsin nel dicembre del 1991.

Poco dopo, Kravchuk venne eletto primo presidente dell’Ucraina indipendente. Un mandato mantenuto fino al 1994 non senza qualche difficoltà. L’ex presidente, infatti, non era riuscito a contenere il crescente malcontento della popolazione e le montanti proteste dovute principalmente alla rapidissima crescita dell’inflazione, ad una serie di scandali legati a presunti casi di corruzione nell’ambito delle privatizzazioni e, soprattutto, alla decisione, forse oggi rimpianta, di dismettere la parte dell’arsenale nucleare sovietico di base in Ucraina.

Alla notizia della morte dell’ex leader, resa nota dall’agenzia di stampa Ukrinform che ha citato come fonte la famiglia di Kravchuk, si sono susseguiti sui social una serie di messaggi di cordoglio: “Una perdita enorme” ha scritto il deputato Rustem Umerov, a cui hanno fatto eco le parole dell’ex addetta stampa di Zelesky, secondo cui l’ex presidente “ha affrontato con orgoglio la sfida di avviare una nuova Ucraina indipendente dopo il crollo dell’URSS e ha fatto di tutto per rendere il fragile Stato il Paese più democratico nello spazio post-sovietico”.

E ancora, infine: “Era una figura storica e ha svolto un ruolo enorme nell’indipendenza dell’Ucraina. Pacificamente” ha twittato Anton Gerashchenko, consigliere presidenziale. Che ha concluso ricordando di aver conosciuto personalmente Kravchuk ricordandolo con affetto e facendo sentite condoglianze ai suoi cari.

Numerosi da Kiev i messaggi di cordoglio. Zelensky: “Voleva la pace e sono sicuro che noi la realizzeremo”

“Da bambino sopravvisse alla Seconda Guerra mondiale e all’occupazione. Conosceva il costo della libertà. Con tutto il suo cuore voleva la pace per l’Ucraina e sono sicuro che noi la realizzeremo”. Così Volodymyr Zelensky, che ha ricordato nel corso di un suo recente intervento il suo predecessore, scomparso dopo una lunga malattia, il 10 maggio, all’età di 88 anni.

Leonid Kravchuk, che si autodefiniva socialista e nazionalista ucraino di sinistra, era divenuto presidente dell’Ucraina nel 1989 ed anche grazie alla sua proverbiale furbizia – era soprannominato “la volpe” – era riuscito a condurre il suo Paese negli anni difficili della transizione seguiti alla dissoluzione dell’URSS, sancita dall’accordo sottoscritto da Kravchuk stesso e da Boris Eltsin nel dicembre del 1991.

Poco dopo, Kravchuk venne eletto primo presidente dell’Ucraina indipendente. Un mandato mantenuto fino al 1994 non senza qualche difficoltà. L’ex presidente, infatti, non era riuscito a contenere il crescente malcontento della popolazione e le montanti proteste dovute principalmente alla rapidissima crescita dell’inflazione, ad una serie di scandali legati a presunti casi di corruzione nell’ambito delle privatizzazioni e, soprattutto, alla decisione, forse oggi rimpianta, di dismettere la parte dell’arsenale nucleare sovietico di base in Ucraina.

Alla notizia della morte dell’ex leader, resa nota dall’agenzia di stampa Ukrinform che ha citato come fonte la famiglia di Kravchuk, si sono susseguiti sui social una serie di messaggi di cordoglio: “Una perdita enorme” ha scritto il deputato Rustem Umerov, a cui hanno fatto eco le parole dell’ex addetta stampa di Zelesky, secondo cui l’ex presidente “ha affrontato con orgoglio la sfida di avviare una nuova Ucraina indipendente dopo il crollo dell’URSS e ha fatto di tutto per rendere il fragile Stato il Paese più democratico nello spazio post-sovietico”.

E ancora, infine: “Era una figura storica e ha svolto un ruolo enorme nell’indipendenza dell’Ucraina. Pacificamente” ha twittato Anton Gerashchenko, consigliere presidenziale. Che ha concluso ricordando di aver conosciuto personalmente Kravchuk ricordandolo con affetto e facendo sentite condoglianze ai suoi cari.

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