Condannato per corruzione l’ex sindaco di Wuhan
Già sotto attacco per la gestione delle prime fasi del Covid, ora arriva la sentenza: 14 anni
Condannato per corruzione Zhou Xianwan, sindaco di Wuhan ai tempi dell’inizio della pandemia Covid. Dovrà scontare quattordici anni di carcere. A pronunciare la sentenza è stato il tribunale di Shangqiu, nella provincia dello Henan. L’uomo avrebbe incassato tangenti per oltre sessanta milioni e mezzo di yuan per oltre vent’anni. Si tratta di una cifra importante che, in euro, corrisponde a circa 7,4 milioni. Un totale che è stato definito enorme, anzi “eccezionalmente elevato” proprio dai magistrati che hanno gestito il caso a cominciare dal mese di luglio scorso.
Condannato per corruzione l’ex sindaco di Wuhan
Zhou Xianwan era stato posto sotto indagine nel luglio 2025 dalla Commissione centrale per l’ispezione disciplinare. In pratica, era stato indagato dal principale organismo anticorruzione del Partito comunista cinese. L’ex sindaco di Wuhan sarebbe al centro di numerosi episodi di corruzione: avrebbe incassato tangenti sfruttando gli incarichi politici e amministrativi ricoperti nel corso di ventidue anni di prestigiosa carriera politica. Dal 2003 e fino al 2025 è stato segretario del Partito comunista a Huangshi, sindaco di Wuhan e vicegovernatore della provincia dello Hubei. Posizioni più che privilegiate per fare favori a privati e a chi gliene chiedesse. In cambio di una solida mercede.
Zhou e la gestione delle prime fasi del Covid
Era diventato sindaco di Wuhan da poco tempo, il signor Zhou ora condannato a 14 anni per corruzione. Nel settembre 2019, un anno e mezzo dopo essere stato nominato vicesegretario del Partito nella stessa città. Tra le critiche più feroci, quelle di aver consentito – nonostante le notizie di contagi iniziassero a correre e a diventare temi sempre più inquietanti – manifestazioni per il Capodanno cinese. Feste a cui parteciparono ben 40mila persone. Lui si difese e disse a Cctv che “in quanto funzionario di un governo locale, posso divulgare informazioni soltanto dopo averle ricevute e aver ottenuto l’autorizzazione”. Restò in carica fino al 2021. Adesso la stangata dei magistrati.
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