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Sinner re pure a Roma: batte Ruud in due set

Un trionfo leggendario che spezza una maledizione azzurra nel singolare maschile che resisteva dal 1976

di Giorgio Brescia -

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Jannik Sinner vince pure a Roma: il numero uno del mondo travolge Casper Ruud in finale, spezza un tabù italiano lungo cinquant’anni dai tempi di Panatta e frantuma il record storico di Novak Djokovic nei Masters 1000. Il Foro Italico esplode.

Sinner vince gli Internazionali di Roma

Il boato del Foro Italico cancella mezzo secolo di attesa. Pochi minuti fa, sul mattone tritato di Roma, Jannik Sinner ha compiuto l’impresa più attesa dal tennis italiano, sconfiggendo in finale il norvegese Casper Ruud con un doppio, glaciale 6-4, 6-4 in un’ora e 44 minuti di pura onnipotenza sportiva.

Un trionfo leggendario che spezza una maledizione azzurra nel singolare maschile che resisteva dal 1976, anno dell’ultimo storico sigillo di Adriano Panatta. Roma ha finalmente un nuovo Re.

La finale perfetta: disarmante solidità e scelte d’autore

Non è stata una passerella, ma un saggio di forza mentale e maturità tattica. Nel primo set Ruud ha provato a sparigliare le carte, partendo fortissimo e trovando un break in apertura. Chiunque avrebbe tremato, ma non questo Sinner. L’altoatesino ha ricucito immediatamente lo strappo, portandosi in parità. Il momento di svolta è arrivato sul 4-4. Jannik ha cambiato marcia, ha sorpreso il norvegese affidandosi a precise e millimetriche palle corte e ha piazzato il break decisivo, chiudendo la prima frazione per 6-4 in 49 minuti con uno smash perentorio.

Il secondo set è stato un monologo di rara compostezza. Sinner ha blindato i propri turni di battuta con una precisione chirurgica, concedendo pochissimo a un Ruud sempre più impotente di fronte al ritmo asfissiante da fondo campo e chiudendo la pratica con un altro 6-4. I dati a fine partita certificano la perfezione. Un monumentale 83% di punti vinti con la prima di servizio, zero doppi falli e una spietata freddezza nei momenti chiave, capitalizzando 3 palle break su 5 complessive.

“Vincere qui, davanti a questo pubblico, ha un sapore indescrivibile. Roma è speciale, e portare di nuovo questo trofeo in Italia dopo così tanto tempo è un sogno che si avvera”.

Numeri da cannibale: Djokovic sorpassato nella storia

La vittoria agli Internazionali d’Italia 2026 non è soltanto un traguardo emotivo, ma l’ennesima pagina di storia scritta da un giocatore che sta riscrivendo i confini del tennis moderno. Con questo successo, Sinner estende la sua spaventosa striscia vincente a 32 vittorie consecutive nei tornei Masters 1000, superando ufficialmente il precedente primato storico di 31 successi consecutivi stabilito da Novak Djokovic.

I numeri della sua egemonia fanno spavento: quello di Roma è il sesto torneo Masters 1000 consecutivo che Jannik mette in bacheca. Questo trionfo, oltre a garantirgli un assegno di circa 960.000 euro sul montepremi complessivo del torneo, blinda in maniera inscalfibile la sua posizione di numero uno del mondo nel ranking Atp, permettendogli di presentarsi al prossimo Roland Garros con la corona imperiale saldamente ancorata sulla testa.

L’eredità di Roma: cinquant’anni dopo Panatta

Inutile girarci intorno: il successo di oggi cancella definitivamente la nostalgia. Per mezzo secolo l’Italia del tennis ha guardato al trionfo di Adriano Panatta del 1976 come a una vetta mitologica e irraggiungibile. Sinner non ha solo scalato quella vetta; l’ha colonizzata con la freddezza dei grandi e la grazia dei campioni assoluti. A soli 24 anni, Jannik Sinner ha dimostrato che il tennis italiano non deve più guardare al passato per trovare i propri eroi: il futuro è qui, ed è dipinto di rosso Sinner.


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