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Politica

Sud chiama Nord, l’ingresso al Misto e la crescita in Sicilia

Il sondaggio Lab21: De Luca potrebbe essere determinante per il centrodestra

di Angelo Vitale -

Cateno De Luca


I tasselli del puzzle elettorale si incastrano con precisione sull’asse Roma-Sicilia, disegnando uno scenario destinato a ridisegnare profondamente gli equilibri del centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche.

Sud chiama Nord, la componente è fatta

La notizia formale è l’ufficializzazione della nuova componente Sud chiama Nord all’interno del Gruppo Misto della Camera dei Deputati. Tre parlamentari guidati da Francesco Gallo: con lui i deputati Manlio Messina e Luca Sbardella.

A certificare l’operazione erano arrivate le parole della presidente del movimento, Laura Castelli: «Abbiamo formalizzato la richiesta per la nascita della componente parlamentare».

Una dichiarazione formale che conferma come dietro il burocratico formalismo dell’annuncio alla Camera batta il cuore di una strategia politica più profonda, tesa a superare gli ostacoli normativi e le restrizioni procedurali legate al complesso recupero delle firme elettorali.

Il sondaggio di Lab21

A confermare il possibile peso specifico di questa intesa era stata l’ultima approfondita rilevazione dell’istituto LAB21. Nella simulazione basata sul modello della nuova legge elettorale, lo «Stabilicum», l’1,6% accreditato su scala nazionale a Sud chiama Nord non rappresenta affatto una semplice cifra decimale di contorno: potrebbe costituire la vera e propria chiave di volta matematico-politica.

Senza quel contributo, infatti, la coalizione di governo si fermerebbe al 41,7%, restando al di sotto della fatidica asticella del 42% indispensabile per far scattare il premio di maggioranza e blindare il risultato rispetto al Campo Largo.

Le mosse di De Luca

Un bottino strategico e determinante che il leader Cateno De Luca punta ora a raddoppiare, inseguendo apertamente l’obiettivo del 3% per trasformare la sua creatura politica in un perno indispensabile nello scacchiere della Capitale.

L’attesa per la presentazione ufficiale resta alta, pur con una fisiologica variazione di calendario: la conferenza stampa, prevista per la giornata di oggi alla Camera, slitta a martedì prossimo. Si tratta tuttavia di un rinvio definito come tecnico che non incrina minimamente il patto d’acciaio: i due parlamentari confluiscono nella componente per evidenti ragioni tattico-organizzative, ma la loro futura candidatura resta assolutamente blindata all’interno delle liste ufficiali di FdI.

La crescita in Sicilia

Nessuna ombra di frizione, pure, emerge sullo scacchiere siciliano dove la solidità dell’asse è ampiamente garantita da Luca Sbardella, commissario regionale del partito della premier. Nell’Isola Sud chiama Nord rivendica un peso elettorale solido, stimato attorno al 14% già dai dati Swg dello scorso luglio. Un consenso considerato in ulteriore espansione grazie ai recenti e pesanti innesti territoriali.

Su tutti la figura di Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria riconfermato per il secondo mandato con 18.000 preferenze e fuoriuscito dalla Dc e l’approdo di Salvatore Fanara nella provincia di Agrigento, forte di un pacchetto personale di 6.500 voti, anch’egli uscito dalle file della Dc.

A completare il quadro c’è infine lo sguardo rivolto al panorama nazionale: nei corridoi della politica si stringe con decisione il dialogo con «Sindaci d’Italia», il movimento di amministratori nato ad Assisi lo scorso 4 ottobre. Un’intesa che potrebbe presto saldarsi in un accordo vero e proprio per una lista comune, proiettando la spinta del ciclone De Luca oltre i confini della Sicilia.

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