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Torino

Tentato omicidio, due arresti per la gambizzazione di Chivasso: metodo mafioso

di Redazione -


 

La polizia ha arrestato due persone per la sparatoria che avvenne in pieno giorno, per strada a Chivasso, vicino a una scuola materna il 30 giugno. Furono esplosi cinque colpi di arma da fuoco per una gambizzazione in stile mafioso ai danni Francesco Ilacqua, 48 anni: la vittima del ferimento vennee ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco. Oggi per i due arrestati le accuse sono di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso.

LE INDAGINI

Il provvedimento restrittivo è il risultato di un’attività investigativa coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile di Torino, che ha fatto seguito alle proficue indagini avviate dai Carabinieri di Chivasso immediatamente dopo i fatti sotto il diretto coordinamento della Procura della Repubblica di Ivrea guidata dalla Procuratrice Gabriella Viglione.

Le indagini hanno preso avvio dall’agguato avvenuto il 30 giugno scorso, in pieno giorno, nel centro di Chivasso, dove un uomo era stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco, riportando gravi ferite alla coscia e all’avambraccio sinistri.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato, maturato nell’ambito di contrasti di natura familiare, sviluppatisi in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista, e di individuare i presunti responsabili, delineando le condotte attribuite a ciascuno dei due indagati. Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per uno dei due uomini e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’altro.

La necessità di intervenire, con sostanziale conclusione delle indagini, è stata determinata da una allarmante “fuga di notizie” e dalla successiva, recente ed altrettanto gravissima, pubblicazione su organi di stampa locali di notizie coperte da riserbo investigativo ed in cui si è fatto riferimento a particolari investigativi sui quali erano in corso ulteriori accertamenti.

Su tali fatti sono in corso distinte ed ulteriori indagini da parte della Autorità Giudiziaria.

Inoltre, le tempistiche dell’intervento sono state accelerate in ragione di quanto emerso durante il costante controllo degli indagati nel corso delle indagini, ed in particolare di quanto emerso circa la manifestazione di propositi “ritorsivi” (per distinte vicende personali diverse dai fatti per cui si procede) manifestati dagli stessi nel corso di alcuni loro dialoghi.

La pericolosità dei due indagati è stata, inoltre, ulteriormente comprovata da un ulteriore risultato investigativo raccolto nel corso delle operazioni di sabato scorso. Infatti, presso l’abitazione del destinatario della misura degli arresti domiciliari è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35, rifornita di munizioni e, dunque, pronta a fare fuoco. In relazione a tale circostanza, l’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.

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