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“The Sound of Premium” per l’estetica dell’esclusione di Milano?

L’esecuzione è impeccabile e il fine (ovviamente anche pubblicitario) legittimamente nobile. Eppure questa visione solleva un interrogativo profondo sulla natura della creatività milanese

di Angelo Vitale -


Alla Milano Design Week 2026, l’installazione “The Sound of Premium” di Continental a Base Milano trasforma l’inquinamento acustico in un’esperienza sensoriale d’avanguardia.

L’ingegneria del battistrada nella città degli scandali immobiliari

Firmata da Woa Studio, l’opera guida il visitatore tra caos e quiete, rendendo tangibile l’eccellenza delle tecnologie. Uno pneumatico come oggetto di design che, attraverso l’ingegneria del battistrada, promette di ridisegnare il benessere acustico delle metropoli elettriche.

L’esecuzione è impeccabile e il fine di “The Sound of Premium” (ovviamente anche pubblicitario) legittimamente nobile. Eppure questa visione solleva un interrogativo profondo sulla natura della creatività milanese.

Milano, oggi hub privilegiato per fondi d’investimento esteri e un mercato immobiliare d’élite – senza contare gli scandali immobiliari che tuttora la attraversano – , sembra voler “estetizzare” ogni criticità urbana.

Un segnale troppo ambiguo

Elevare la soluzione a un disagio collettivo (il rumore) a rango di installazione artistica Premium rischia di lanciare un segnale ambiguo. L’idea che la qualità della vita sia un optional tecnologico di lusso, piuttosto che un diritto legato a una città accessibile.

Il pericolo non risiede nell’opera di Continental — eccellente sintesi di ricerca e visione — ma nel contesto in cui si inserisce.

A Milano l’abitare è una sfida economica

In una città dove l’abitare è una sfida economica, la creatività rischia di farsi “bolla”, curando i sintomi del caos con il design d’alta gamma mentre la realtà sociale si frammenta.

Nel momento in cui il silenzio diventa un prodotto ingegnerizzato, ci sembra obbligatorio continuare a chiederci se Milano progetta una città più vivibile per tutti o solo rifugi sensoriali per chi può permetterseli.


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