Trasporto merci: binari vuoti, autostrade ingolfate
Il 2026 doveva essere l'anno della svolta verde. Per ora, rischia di essere ricordato come l'anno in cui l'Italia è rimasta definitivamente imbottigliata in autostrada
Crisi del trasporto ferroviario delle merci: binari vuoti e autostrade al collasso. Il “sorpasso” della gomma è servito.
Perde terreno il trasporto su ferro
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Mentre il trasporto merci su ferro sprofonda ai livelli del 2015, l’asfalto della A1 scoppia. I dati Fermerci del primo semestre 2026 fotografano un’Italia che torna indietro di dieci anni, scaricando tutto il peso logistico sulla rete stradale.
L’obiettivo del “riequilibrio modale” sta fallendo sotto i colpi dei cantieri e della congestione. Il Pnrr aveva promesso una rete ferroviaria moderna per il futuro.
Ma i binari si svuotano, regalando alla gomma il monopolio assoluto dei trasporti. Il risultato? Una A1 quotidianamente ingolfata e un sistema logistico nazionale al limite della rottura.
I numeri della crisi: il treno perde l’8,1%
I dati pubblicati da Fermerci per il primo semestre 2026 sono impietosi. Il traffico ferroviario merci in Italia è crollato a 23,7 milioni di treni/km, contro i 25,8 milioni dello stesso periodo del 2025.
E’ una perdita di oltre 2 milioni di treni/km in soli sei mesi. Un calo netto dell’8,1% che aggrava un trend negativo iniziato già nel 2022.
Se la tendenza non verrà invertita, il 2026 si chiuderà con un ritorno ai volumi di traffico del 2015. In un sol colpo, cancellati dieci anni di politiche ambientali e investimenti.
Il paradosso del Pnrr: cantieri necessari, imprese in ginocchio
La “causa” principale di questo “deserto” sui binari, i lavori di potenziamento della rete finanziati dal Pnrr.
Le interruzioni necessarie per ammodernare le infrastrutture hanno reso il trasporto ferroviario inaffidabile o troppo costoso.
“Le ricadute si sono rivelate molto più severe del previsto e gravano interamente sulle imprese ferroviarie” ha detto Clemente Carta, presidente di Fermerci.
Il rischio, quello di una crisi non passeggera. L’ombra, un trend strutturale che renda irreversibile la fuga dal ferro verso la gomma.
Autostrade al collasso: la gomma diventa “padrona” per forza
Il treno rallenta, la strada accelera verso il blocco totale. Lo scarto tra i due settori, ormai un baratro. Nove milioni di treni/km persi dal 2021 ad oggi non sono spariti nel nulla: si sono trasformati in migliaia di camion in più ogni giorno sulle nostre strade.
Basta percorrere la A1 Milano-Napoli per rendersi conto che la capacità fisica dell’infrastruttura non è più sufficiente.
La gomma è diventata “padrona” non per un’improvvisa efficienza, ma perché rimane l’unica alternativa possibile in un momento in cui la ferrovia è “chiusa per lavori”.
Un monopolio di fatto che si traduce in code chilometriche, aumento dell’inquinamento e costi logistici alle stelle.
L’allarme Fermerci: un piano di rilancio subito
L’associazione degli operatori ferroviari non usa mezzi termini: senza un intervento immediato del governo, il patrimonio industriale e logistico del Paese è a rischio
Fermerci chiede misure di sostegno diretto per compensare le perdite operative dovute ai cantieri. Oltre che un piano pluriennale di rilancio sostenuto da risorse adeguate. E interventi urgenti per evitare che la perdita di traffico diventi irreversibile.
Il 2026 doveva essere l’anno della svolta verde. Per ora, rischia di essere ricordato come l’anno in cui l’Italia è rimasta definitivamente imbottigliata in autostrada.
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