Trump su Hormuz: “Saremo i custodi dello Stretto e verremo pagati per farlo”
Il presidente americano insiste sulla gestione statunitense del passaggio strategico e accusa l'Iran di aver violato gli accordi
Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti ad assumere la gestione dello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più cruciali al mondo. In un’intervista a Fox News, il presidente ha affermato che Washington diventerà “il custode” del passaggio e che i Paesi che beneficiano della sicurezza dovranno pagare per la protezione garantita dagli Stati Uniti. “Probabilmente saranno gli Stati Uniti a gestire lo Stretto. Se saremo noi a gestirlo, verremo rimborsati. Diventeremo i custodi dello Stretto e verremo pagati per sorvegliarlo”, ha dichiarato Trump.
La replica di Teheran
“Non consentiremo agli Stati Uniti di interferire, in nessun modo, nella gestione dello Stretto di Hormuz”. Queste le parole del portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, riportate dall’iraniana Press Tv dopo le parole del tycoon. “Qualsiasi forma di supporto logistico e cooperazione con gli Usa” sarà “considerata al pari di una guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran”, ha avvertito il portavoce, aggiungendo che il conflitto potrebbe “coinvolgere l’intera regione”.
Il nodo strategico: perché Hormuz è decisivo
Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio mondiale. Ogni interruzione, anche temporanea, provoca immediati rialzi dei prezzi dell’energia e mette sotto pressione le economie globali. La chiusura parziale annunciata dall’Iran e i bombardamenti reciproci hanno già ridotto drasticamente il traffico navale, con appena sei navi passate domenica.
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