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Esteri

Trump nomina inviato per la Groenlandia: ira della Danimarca

Copenaghen era già in allarme per la nuova strategia di sicurezza nazionale statunitense

di Ernesto Ferrante -


Donald Trump ha annunciato la nomina di Jeff Landry, attuale governatore della Louisiana, come “inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia”. Il suo compito sarà “promuovere con forza gli interessi” degli Stati Uniti “per la sicurezza e sopravvivenza dei nostri alleati, di fatto, del mondo”. “Sono lieto di annunciare che nominerò il grande governatore della Louisiana, Jeff Landry, inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia”, si legge nel post con l’annuncio su Truth. Landry, ha proseguito il tycoon, “comprende quanto sia essenziale la Groenlandia per la nostra sicurezza nazionale”.

Le parole di Landry che hanno messo in allarme la Danimarca

L’incaricato ha ringraziato Trump attraverso la piattaforma di Elon Musk. “È un onore servirti con questo incarico volontario per rendere la Groenlandia parte degli Stati Uniti. Questo – ha assicurato – non influirà in alcun modo sulla mia posizione di governatore della Louisiana”.

Rasmussen replica a distanza a Trump

Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha definito “totalmente inaccettabile” la mossa trumpiana sul territorio autonomo danese su cui gli Usa non nascondono mire espansionistiche. “Sono profondamente irritato dalla nomina e dalla dichiarazione, che trovo totalmente inaccettabile”, ha detto il ministro alla televisione danese, aggiungendo che il ministero degli Esteri convocherà l’ambasciatore americano nei prossimi giorni “per avere una spiegazione”.

In una precedente uscita all’Afp, Rasmussen aveva sostenuto che “la nomina conferma l’interesse continuo americano per la Groenlandia, comunque, insisto che tutti, Stati Uniti compresi, devono rispettare l’integrità territoriale del regno della Danimarca”.

Non è solo la Groenlandia a rendere tesi i rapporti con gli Usa

Recentemente l’intelligence danese ha classificato – per la prima volta – gli Stati Uniti come un rischio per la sicurezza, segnando un cambiamento per certi versi storico nelle valutazioni di uno dei più stretti alleati europei di Washington. Nel rapporto annuale, il Danish Defense Intelligence Service ha denunciato che gli Usa stanno privilegiando sempre più i propri interessi, “utilizzando la loro forza economica e tecnologica come strumento di potere”, anche a discapito di partner storici.

Stando al documento gli Stati Uniti stanno “usando il potere economico, anche sotto forma di minacce di dazi molto severi, per imporre la propria volontà e non esclude più il ricorso alla forza militare, anche contro gli alleati”, un chiaro riferimento alle pressioni esercitate da Donald Trump per ottenere il controllo della Groenlandia. Gli Stati nordeuropei hanno reagito con insofferenza alla nuova postura americana, cristallizzata nella strategia nazionale trumpiana. Per l’amministrazione statunitense l’Europa potrebbe dover affrontare un “rischio di cancellazione della civiltà” nei prossimi vent’anni.


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