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Esteri

Trump, l’Iran e il nuovo calo del petrolio: “Oggi i negoziati”

La Casa Bianca annuncia un nuovo round di colloqui con Teheran, precipita il prezzo di brent e Wti

di Cristiana Flaminio -


Si apre un’altra settimana, anche questa all’insegna del (solito) balletto: Trump annuncia accordi, il prezzo del petrolio tracolla, i mercati respirano, e l’Iran si chiede dove sia, anche stavolta, la fregatura. I numeri del greggio si sono ridimensionati ora che il presidente Usa ha annunciato la possibilità di nuovi colloqui di pace. Su cui mister Trump s’è detto fiducioso. Il punto centrale del round di negoziati è sempre lo stesso: l’intesa per denuclearizzare l’Iran. Un tema su cui la Casa Bianca non è minimamente intenzionata a fare un solo passo indietro.

Trump annuncia nuovi accordi, il petrolio crolla

“Stiamo parlando con loro sotto forma di negoziato. Comincerà domani pomeriggio”, ha affermato Trump sull’Air Force One. “Credo che ci sia un accordo. C’è un accordo sullo Stretto di Hormuz e poi ci sarà un accordo sul nucleare o, come si potrebbe chiamare, sulla denuclearizzazione dell’Iran”, ha aggiunto. Parole, queste, che hanno portato una salutare ondata ribassista sui mercati energetici. La speculazione internazionale sul petrolio ha registrato un’altra flessione. Il future a un mese sul Brent viene scambiato a quota 83,26 dollari al barile (-5,31%) mentre il Wti viaggia a quota 79,81 dollari al barile (-6%). Crolla, insomma, sotto gli ottanta dollari al barile. Un segnale, questo, di (estrema) fiducia dei mercati.

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La mossa dell’Opec

Ma a corroborare il percorso discesista del petrolio è stata pure la decisione dell’Opec. Che ha annunciato la volontà di approvare un aumento delle quote di produzione del petrolio per circa 188.000 barili al giorno. Un aumento della produzione che sarà realtà già a partire da settembre ribadendo “l’impegno per la stabilità del mercato”.


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