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Esteri

Trump rischia di perdere alleati, Vance i vescovi cattolici. Tregua in Libano

Oggi la Meloni a Parigi per il vertice sulla crisi di Hormuz

di Ernesto Ferrante -


Gli Stati Uniti di Donald Trump non offrono più solide garanzie agli alleati. La Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz al Palazzo dell’Eliseo a Parigi co-presieduta dal presidente francese, Emmanuel Macron, e dal primo ministro britannico, Keir Starmer, per discutere della sua riapertura, dimostra plasticamente lo scollamento in atto nel blocco occidentale. Presenti all’incontro anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, finita nel mirino del tycoon per non aver avallato la sua furia bellicista in Medio Oriente.

Rezaei sfida Trump

Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha avvertito Trump sul blocco di Hormuz: “Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili. Possono essere facilmente colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle”. Considerato tra i più intransigenti all’interno delle Guardie Rivoluzionarie, Rezaei ha affermato che sarebbe “fantastico” se gli Stati Uniti lanciassero un’invasione di terra della Repubblica islamica, poiché “prenderemmo migliaia di ostaggi e per ogni ostaggio otterremmo un miliardo di dollari”. Ha poi evidenziato, senza fornire ulteriori dettagli, di non essere “affatto favorevole a una proroga del cessate il fuoco”.

Nuove sanzioni Usa all’Iran

Nell’ambito dell’azione di “smantellamento” della “flotta ombra” iraniana e della “rete di finanziamento del terrorismo basata sullo scambio ‘petrolio contro oro’”, Washington ha annunciato una serie di sanzioni contro “elementi dell’impero multimiliardario di contrabbando di petrolio riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani – soggetto a designazione da parte degli Stati Uniti – un impero che arricchisce il regime iraniano e le sue élite”. Le misure, si legge in una nota del dipartimento di Stato americano, “colpiscono inoltre una distinta rete basata sullo scambio ‘petrolio contro oro’, utilizzata per finanziare Hezbollah e la Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, entrambi soggetti a designazione da parte degli Stati Uniti”.

I vescovi cattolici statunitensi strigliano Vance

I vescovi cattolici americani sono intervenuti dopo che il vicepresidente JD Vance ha richiamato la teoria della “guerra giusta” durante un evento di Turning Point Usa, l’organizzazione giovanile cristiano nazionalista fondata da Charlie Kirk, l’attivista di destra ucciso l’anno scorso.

La Conferenza dei vescovi degli Stati Uniti, che rappresenta i leader cattolici in tutto il Paese, ha diffuso una dichiarazione del suo presidente per la dottrina, il vescovo James Massa, nella quale ha difeso l’opposizione del Papa alla guerra in Iran. “Da oltre mille anni, la Chiesa cattolica insegna la teoria della guerra giusta ed è a quella lunga tradizione che il Santo Padre fa attentamente riferimento nei suoi commenti sulla guerra”, ha ricordato Massa, precisando che “per essere una guerra giusta, deve trattarsi di una difesa contro chi conduce attivamente una guerra, ed è proprio ciò che il Santo Padre ha detto: ‘Egli non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra’”.

Il presidente per la dottrina ha aggiunto che il Papa non stava semplicemente “offrendo opinioni sulla teologia”, ma “predicando il Vangelo ed esercitando il suo ministero come Vicario di Cristo”. Il voto cattolico peserà alle elezioni di midterm.

Cessate il fuoco tra Libano e Israele

Il presidente del Libano Joseph Aoun e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu hanno concordato l’inizio di un cessate il fuoco di 10 giornial fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi”. Lo ha annunciato Donald Trump su Truth Social, sottolineando di aver dato istruzioni al vicepresidente JD Vance e al segretario di Stato Marco Rubio, “insieme al presidente del Joint Chiefs of Staff, il generale Dan Caine, di lavorare con Israele e Libano per ottenere una pace duratura”. “È stato un mio onore aver risolto 9 guerre nel mondo, e questa sarà la decima, quindi andiamo: facciamolo!”, ha proseguito il capo della Casa Bianca, allungando la sua lista di presunti conflitti fermati.

Il leader del Gop ha fatto sapere che inviterà il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, e il presidente del Libano, Joseph Aoun, alla Casa Bianca per i primi colloqui “significativi” tra Israele e Libano dal 1983.


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