Trump vuole l’aiuto della Cina per uscire dall’impasse in Medio Oriente. Bocche cucite sul futuro di Taiwan
L'annuncio del Potus: possibili altri tre incontri con Xi nel 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la possibilità di incontrare il suo omologo cinese Xi Jinping altre tre volte entro la fine dell’anno. Il tycoon ha illustrato la sua “agenda diplomatica” ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, durante il viaggio di ritorno da Pechino.
I prossimi incontri tra Trump e Xi
Secondo Trump, i prossimi appuntamenti potrebbero includere il G20 di Doral, in Florida, al quale Xi avrebbe manifestato interesse a partecipare, il vertice Asean previsto a novembre in Cina, dove il leader cinese lo avrebbe invitato e infine la visita ufficiale di Xi alla Casa Bianca, programmata per il 24 settembre. “La sua presenza renderebbe il G20 molto più importante”, ha affermato il capo della Casa Bianca.
Interrogato sul profilo politico del leader cinese, il Potus ha scelto una linea prudente, pesando molto le parole, diversamente dal solito. “È un governante”, ha dichiarato, elogiandone l’intelligenza, il pragmatismo e il senso patriottico. Alla domanda diretta se considerasse Xi un dittatore, ha evitato di rispondere in maniera netta: “Se lo è o no, sta a voi deciderlo”.
Il nodo Taiwan
Il presidente americano ha mantenuto il massimo riserbo anche sulla questione più delicata: la possibile difesa di Taiwan in caso di un attacco cinese. “Non voglio dirlo. Non lo dirò”, ha ripetuto più volte, facendo notare che lo stesso quesito gli era stato posto dal capo di Stato cinese durante il vertice. “C’è solo una persona che lo sa. Sapete chi è? Io”, ha tagliato corto Donald Trump, rimanendo nel limbo dell’ambiguità.
I protocolli di sicurezza rafforzati
La visita è stata accompagnata da rigide misure di sicurezza informatica. Secondo quanto riportato dalla giornalista Emily Goodin, la delegazione americana ha eliminato tutti i dispositivi forniti dalle autorità cinesi, badge, telefoni usa e getta e altri strumenti prima di risalire sull’Air Force One. Durante la permanenza in Cina, i telefoni personali sono rimasti sull’aereo, sigillati in custodie Faraday. Lo staff ha utilizzato dispositivi semplificati e account temporanei, privi di applicazioni sensibili e sono state adottate ulteriori protezioni per impedire intercettazioni e intrusioni. Il Dipartimento di Stato americano ha rimarcato che nel Paese asiatico “non esiste alcuna aspettativa di privacy sulle reti mobili”.
Putin andrà in Cina
Parallelamente, il Cremlino ha confermato che sono stati definiti i preparativi per la prossima missione del presidente russo Vladimir Putin in Cina. Un annuncio ufficiale è atteso “molto, molto presto”, ha fatto sapere il portavoce Dmitry Peskov. Fonti di stampa avevano indicato il 20 maggio come possibile data, ma Pechino non ha confermato. L’ultima visita di Putin risale al settembre scorso.
Sul fronte mediorientale, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che Teheran avrebbe ricevuto nuovi segnali dagli Stati Uniti sulla volontà di proseguire i colloqui per porre fine al conflitto nella regione. Araghchi ha elogiato il ruolo della Cina, definita “partner strategico”, e ha riconosciuto gli sforzi di mediazione del Pakistan, pur descrivendo la fase in cui si trova il processo come “molto difficile”.
Il messaggio di Khamenei
Meno diplomatici sono i toni usati dalla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che ha diffuso un nuovo messaggio scritto in occasione della Giornata nazionale dedicata al poeta Ferdowsi. Khamenei ha celebrato la “resistenza coraggiosa” della Repubblica islamica contro gli “aggressori demoniaci”, sostenendo che avrebbe reso il Paese più preparato a difendere la propria indipendenza culturale e linguistica da quella che ritiene “l’invasione dello stile di vita americano”.
La posizione dei Brics
I partecipanti alla riunione dei ministri degli Esteri dei Brics in India, hanno chiesto a Israele di ritirare le sue truppe dal Libano. La dichiarazione finale di Nuova Delhi, attuale presidente di turno del blocco, è stata pubblicata dal ministero degli Esteri indiano. I capi delle diplomazie presenti hanno ricordato l’accordo sul cessate il fuoco nel Paese dei Cedri e hanno invitato tutte le parti a rispettarne rigorosamente i termini.
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