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Economia

Twin transition: le tre figure per accelerare il mercato tech

Le aziende accelerano verso le dacarbonizzazione. La digitalizzazione è il sistema nervoso della sostenibilità

di Angelo Vitale -


Il successo delle imprese moderne non si gioca più su un unico tavolo: la vera partita è la twin transition, la convergenza strategica tra transizione digitale e sostenibilità ecologica.

Mercato del lavoro tech, la twin transition

Come sottolinea Alessandro Rosati, ceo di agap2 Italia, considerare il “green” e il “digitale” come compartimenti stagni è un errore superato: la digitalizzazione è il sistema nervoso della sostenibilità.

Senza un’analisi dati avanzata, la responsabilità ambientale resta un’intenzione astratta.

Il fattore umano: oltre le competenze “hard”

Il vero collo di bottiglia non è la tecnologia, ma la carenza di profili professionali ibridi. Il mercato del lavoro attuale richiede professionisti dotati di systems thinking, capaci di valutare l’impatto di ogni scelta tecnologica sull’intero ecosistema aziendale.

Non bastano più esperti IT puri; servono figure che sappiano “leggere i dati con una lente ecologica”.

Le tre figure chiave della sostenibilità 4.0

Per ingegnerizzare la responsabilità aziendale, agap2 identifica tre profili indispensabili.

Il Sustainability Data Architect, che costruisce le infrastrutture per misurare l’impronta carbonica in tempo reale tramite sensori.

Lo IoT.Green IoT & Automation Engineer. E’ il braccio operativo che implementa lo smart manufacturing per produrre riducendo scarti ed energia.

Il LCA Specialist. Servono esperti che usano l’Ia per simulare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita di un prodotto.

Lo scenario

In un panorama dove le aziende devono accelerare verso la decarbonizzazione, realtà come agap2 — parte del Gruppo MoOngy con oltre 8mila risorse in Europa — agiscono come “architetti delle competenze”.

In un mercato in movimento continuo, ha registrato una crescita solida, raggiungendo 58 milioni di euro di fatturato nel 2025 e superando i 1.000 dipendenti, confermandosi un ponte fondamentale tra sviluppo del talento e necessità industriali.

Le incognite

Tuttavia, la strada verso la twin transition non è priva di incognite concrete. Mentre le aziende cercano “architetti delle competenze”, il mercato si interroga sulla reale sostenibilità economica di questa trasformazione.

I costi dell’integrazione tecnologica e la carenza di profili ibridi rischiano di rallentare i tempi della decarbonizzazione. Resta inoltre aperto il tema del reskilling della forza lavoro esistente. Basterà formare nuove figure o serve un cambio di paradigma collettivo?

La sfida, dunque, non è solo ingegneristica, ma risiede nella capacità del sistema Italia di assorbire questi costi senza perdere competitività.


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